Vinyl Shop: Amor Fou

Artist: Amor Fou.

Title: 100 giorni da oggi.

Year: May 15, 2012.

Where: Italia.

Shelf: Indie Rock, Alternative, Electro Pop.

Who?

Amor Fou, gioco di parole italo francese tra “amore folle ed amore passato”, è il nome della band milanese il cui frontman è Alessandro Raina, conosciuto per la collaborazione con i Giardini di Mirò.
Sebbene egli nasca come giornalista musicale, pare si sia innamorato talmente tanto della musica suonata da passare – con assoluta naturalezza – dalla parte del “recensito”, e rivelandosi così tra gli artisti più interessanti della scena musicale indipendente nostrana. Comincia infatti con i Giardini di Mirò, dedicandosi presto ad altri progetti, tra cui gli Amor Fou, formazione nata nel 2006 e sopravvissuta a diversi cambi. Il divario tra critica entusiasta ed un pubblico non sempre numeroso, anzi decisamente “meno del previsto”, come loro stessi affermano scherzandoci sopra (“forse perche ci vestivamo da becchini chic”), fa vivere agli Amor Fou momenti altalenanti. Così, ecco il twist nella formazione: Giuliano Dottori, Paolo Perego (Fiamma Fumana e Nuovi Orizzonti Artificiali) e Leziero Rescigno (La Crus) partecipano alla produzione del nuovo album, il cui titolo, 100 giorni da oggi, rispecchia proprio la quantità di tempo necessaria alla buona riuscita di un progetto, di qualsiasi natura esso sia. Titolo decisamente evocativo per il periodo socio-politico in cui la band decide di tornare a farsi riascoltare.


What?

Il nuovo album, uscito il 15 Maggio, ha delle linee musicali decisamente diverse dai primi due lavori, La stagione del Cannibale e I Moralisti (entrambi EMI), i cui i toni erano più malinconici e nostalgici, con le liriche incentrate sul tema amoroso dell’abbandono. 100 giorni da oggi è una bella finestra sul mondo. Finestra da cui guardano fuori quattro giovani della nostra epoca. Gli Amor Fou non si limitano a guardare restando impassibili, ma scavalcano questo “passaggio” perché vogliono vivere tutto, nonostante tutto. Cercano quindi il modo migliore di esistere in un periodo che è rappresentato dal grigiore e dal sangue, in un mondo “scosso” ed in fermento. Fermento che sembra aver colpito anche il loro stile, sfoderando così un nuovo sound, colmo di contaminazioni new wave, electropop, afro e dance. Non mancano, inoltre, omaggi più o meno evidenti a grandi autori italiani, da Graziani a Battisti, omaggiato in Le Guerre Umanitarie  che utilizza “Apro gli occhi e ti vedo” come incipit. Questo cambiamento di stile è decisamente una bella sfida. Trattare argomenti delicati come quelli che si possono ascoltare in Le Guerre Umanitarie, La Primavera Araba e Forse Italia, può essere rischioso, dato che il pericolo di cadere nell’ovvio è sempre dietro l’angolo. A maggior ragione se il linguaggio musicale utilizzato è ancora in fase di rodaggio, sia per il musicista che lo ha appena adottato, sia per l’ascoltatore, che pretende dal suo artista di riferimento una certa maestria al riguardo. Dopotutto, se c’è una grande verità, è che in qualsiasi posto del mondo ci si trovi, la musica – intesa come arte dei suoni – rimane l’unico linguaggio universale, così come i sentimenti contrastanti con i quali oggi i ragazzi di tutto il pianeta hanno giornalmente a che fare.