Cluster Ballooning meets Brood

Un abito rappresenta molto, nella nostra percezione della realtà e di noi stessi: è un concetto che Serkan Sarier interiorizza sin dalla più tenera età. Nato in Germania da genitori di origini turche e bosniache, decide prestissimo di incanalare nella moda il suo talento creativo. Si iscrive alla scuola più prestigiosa e selettiva di Anversa, la Royal Academy of Fine Arts – da cui sono usciti nomi dal calibro di Ann Demeulemeester, Martin Margiela, Dries Van Noten e Veronique Branquinho – e, dopo la laurea, si dedica a diverse esperienze internazionali. A Parigi assiste Emmanuel Ungaro, in seguito affianca Giambattista Valli, Haider Ackermann, Olivier Theyskens e Carolina Herrera.

Nel 2010, dopo aver fissato a New York la sua base, lancia BROOD, un brand che si prefigge di operare un connubio tra couture e quotidianità. BROOD – alla sua terza stagione presso la Fashion Week della “grande mela2 – crea esclusivamente collezioni di abiti da sera, introducendo un’ innovazione di fondo nel concept e nella realizzazione. Gli evening dress di Sarkan Sarier vengono destrutturati, ripensati utilizzando le consolidate tecniche di lavorazione sartoriale applicandole a inconsueti materiali, come la seta trattata e prelavata.

Lo scopo è quello di dar vita ad abiti che facciano sentire una donna a proprio agio sia durante le occasioni speciali cosi come nella normale routine diurna, quando indossa jeans e t-shirt. L’approccio di BROOD alla sera è anticonvenzionale e disinvolto anche riguardo ai motivi che lo ispirano, non per niente, “musa” della collezione primavera estate 2012 è John Ninomiya, “pilota” specializzato nel cluster ballooning, modalità di volo in cui l’ individuo si libra nell’aria appeso ad un cospicuo numero di palloncini gonfiati ad elio.

Il richiamo ai connotati dello sportswear, d’altronde, è da sempre una costante nelle creazioni di Serkan Sarier. Il dettaglio preponderante che del cluster ballooning ha catturato la sua attenzione, la forma “afflosciata” tipica dei palloncini sgonfi, ha dato vita ad una serie di abiti ricchi di pieghe quasi attorcigliati, avvitati attorno al corpo grazie a una serie di grinze e increspature. Anche il momento del “volo” è servito di ispirazione al designer tedesco, rimasto colpito dal riflesso cangiante che i palloncini imprimono sulle finestre delle case, dalla loro leggerezza, dalla caratteristica imbragatura che Ninomiya indossa. Tutti elementi che Sarier concentra e rielabora in outfit fortemente caratterizzati.

L’utilizzo di un materiale come il taffetà in seta è il trait-d’union con le sue radici sartoriali, Sarkan lo manipola per un effetto délavè, tinge il bianco utilizzando tecniche che ricordano il tie-dye e creano un bicolore sfumato tra candore e tonalità decise, abbozza fantasie che un immaginario specchio d’acqua riflette in arabeschi blurred. Drappeggia gonne ed abiti intorno al corpo servendosi di lacci strategicamente annodati che originano giochi di forme, di volumi e variano orli e lunghezze, squarcia il tessuto in tagli ed aperture inaspettate giostrando sulle asimmetrie.

Gli abiti firmati BROOD sono composti da un pezzo unico o da tailleur che comprendono giacchine dal collo rigorosamente alla coreana o con cappuccio in stile felpa, in alcuni casi, vengono strutturati come due abiti sovrapposti. Altamente malleabili, variabili nella forma da chi li indossa, la loro versatilità ne rende possibili molteplici interpretazioni. “Mi piace l’idea di una donna che sia in grado di adattare gli abiti al suo mood”, ha dichiarato Serkan Sarier. L’intera collezione è pervasa di tonalità come il viola, l’arancio, il giallo cedro, il beige e il rosa cipria, tassativamente sfumati nel bianco, colori forti e delicati che assumono una valenza avanguardista nel modo stesso in cui vengono “spalmati” sugli abiti.

D’altronde, per Sarier ,”A contare, è come si interpreta la realtà”. Quella dei suoi abiti da sera, è una realtà decisamente innovativa che coniuga un glamour votato alla praticità mixandolo con i più innati dettami di eleganza, estrosamente rivisitati dal suo genio creativo.

Il sito www.broodbyserkansarier.com