Vinyl Shop: Insooner

Artist: Insooner.

Title: Caimani.

Year: April 16, 2012.

Where: Italy.

Shelf: Indie Rock, Alternative, Experimental.

Who?

Tra le band indipendenti italiane, gli Insooner sono sicuramente una delle poche con una piacevole attenzione per i dettagli. Sin dal loro esordio, l’autoprodotto Assemblando oceani per annegare in pace (2010), il trio di Varese ha costruito una credibile carriera musicale basandosi su spunti anche esterofili che hanno permesso loro di ritagliarsi uno spazio nell’affollato panorama musicale alternativo. La loro è una storia che ancora deve essere scritta, un progetto giovane che si basa su delle ottime premesse, per un racconto che secondo noi riserverà tante piacevoli sorprese.  Juan Manuel Di Stefano (voce, basso), Matteo Renna (chitarre, cori) e Gian Maria Gallicchio (batteria, percussioni) hanno comunque una storia quasi decennale, passata per varie demo, la collaborazione con Daniele Landi (ex Interno 17) ed il loro approdo all’etichetta Forears, che ha visto la produzione del loro nuovo album, Caimani, uscito lo scorso aprile, ed un videoclip tratto dal primo disco, Praga Dorata, premiato al festival CortiSonici del 2011.

What?

Il nuovo album degli Insooner è una prova robusta ed una porta aperta a nuovi fan. C’è una stabilità musicale di fondo che vien fuori dalle otto tracce che compongono il disco. Basta ascoltare il nuovo singolo, Caimani Infernali, accompagnato dal rispettivo videoclip, per averne conferma, tra il rock scenico e aereo tipico degli anni ‘90. Caimani è un disco che si basa su una uniformità che per alcuni può coincidere con il solito “play safe” della musica indipendente italiana, in realtà gli Insooner dimostrano soltanto di aver trovato una loro dimensione e di non dover per forza sperimentare nuove strade col rischio di strafare. La potenza reale non sta nella forza demolitrice delle chitarre ma, quasi per antitesi, nell’energia creatrice dei testi, sospesi tra il cammino di ricerca interiore ed il malessere generazionale. Si ascolti Istantanea della fine, il pezzo conclusivo di questo disco, per comprendere come dietro l’apparente groviglio di concetti che scorrono sulla base sognante (che pur profuma di post-grunge), si nasconda un mondo abitato da predatori che circuiscono le proprio vittime non più con la forza, ma anche con l’uso di inganni degni di Giuda, pezzo tra i più originali dell’album. Ecco, se avete bisogno di una bella botta di adrenalina che vi risvegli dal torpore della scena musicale indie dove gli intellettualismi sono diventati orpelli assolutamente eccessivi, questo è il disco che fa per voi.

Photo credit Oriella Minutola