A portrait of: Ellen Von Unwerth

Si è parlato di lei recentemente, in occasione del trentennale di GUESS, celebrato a Parigi il 3 maggio scorso. Paul Marciano, fondatore del brand, l’ha voluta a suo fianco insieme a Claudia Schiffer, protagonista di una memorabile advertising campaign datata 1989. Ellen Von Unwerth, autrice di quegli scatti, ha omaggiato i 30 anni del marchio con una speciale campagna celebrativa che ritrae la supermodel tedesca, nell’esclusiva cornice di Sorrento,  in una serie di foto in bianco e nero: un mood voluttuoso e maliziosamente provocante dei capi che Claudia indossa  (una capsule collection appositamente creata per l’evento), tutto lo spirito sexy & glamour con cui da sempre GUESS si identifica.

La vita di Ellen Von Unwerth, nata a Francoforte nel 1954, è circondata da un’aura quasi leggendaria: alcune versioni della sua biografia la descrivono orfana e data in adozione ad una comune hippy con base a Monaco di Baviera, dalla quale si distacca, ancora giovanissima, per seguire una compagnia circense nel ruolo di assistente di un lanciatore di coltelli. Del mondo del circo Von Unwerth respira umori e poesia, atmosfere che aleggeranno per sempre nella sua interiorità creando un legame fortissimo con l’estro, la stravaganza e il senso dell’avventura. Successivamente, a Parigi, intraprende la carriera di modella che durerà dieci anni e da cui trarrà insegnamenti preziosi quando, nel 1986,  decide di porsi all’altro lato dell’obiettivo dedicandosi alla fotografia di moda: tutto il bagaglio di nozioni che Von Unwerth ha appreso interpretando un personaggio davanti ad una macchina fotografica in un’esperienza pluriennale,  costituisce parte essenziale nella formazione del suo stile.

La fama arriva proprio grazie alla campagna pubblicitaria per GUESS: un servizio fotografico che lancia Claudia Schiffer esaltandone la somiglianza con Brigitte Bardot tramite un sapiente make up e hairstyle.

Da quel momento, la carriera di Von Unwerth proseguirà ininterrottamente costellata di successi, come il primo premio che riceve, nel 1991, al Festival Internazionale della fotografia di moda. Oltre agli shooting fotografici per le più prestigiose riviste patinate (i suoi lavori vengono pubblicati nelle edizioni internazionali di VOGUE, oltre che da Vanity Fair, I-D, The Face, Arena, VOGUE Uomo, solo per citarne alcune), realizza campagne pubblicitarie per  brand quali Victoria’s Secret, Tommy Hilfiger, MAC cosmetics, Blumarine, MIU MIU e moltissimi altri.

Sin dall’inizio, la sua fotografia sottolinea un erotismo che ne percorre l’opera in toto: delle modelle che ritrae Ellen Von Unwerth riesce a scavare nella più intima essenza, evidenziandone la femminilità allo stato puro. Le sue donne sono moderne pin up che giocano con il sesso con curiosità, passione e ironia: ogni volgarità viene bandita. Risaltano l’eleganza, il glamour, lo stile, senza mai rivelarsi doti intimidenti.

Pur essendo evidente il tributo ad Helmut Newton, gli scatti di Von Unwerth sono del tutto privi delle tracce di sofisticatezza estrema, dell’aura di irraggiungibilità che pervadono le immagini dell’artista tedesco. La giocosità, l’ironia, una marcata joie de vivre sono sempre presenti nell’universo fotografico di Von Unwerth, che si diverte a immortalare in scatti le top e le celebrities più belle del mondo, estrapolandone tutta la sensualità: con le mie foto cerco solo di comunicare un senso di leggerezza che può aiutare a trovare la gioia senza troppi intellettualismi, dice della sua arte.

E se mascherine, body strizzati, frustini e vertiginosi tacchi stiletto rimandano indubbiamente al pianeta fetish, Von Unwerth lo racconta con sguardo mai morboso, bensì evidenziandone  un sano erotismo, liberatorio e briosamente malizioso.

A chi la accusa di sfruttare il corpo femminile, risponde che il suo obiettivo è creare delle belle foto interpretate da modelle perfettamente comprese nel ruolo e in completa sintonia con gli intenti dell’artista. Intanto, diversifica il suo talento cimentandosi come regista in corti per il fashion world, realizza videoclip e foto destinate alle copertine degli album per una molteplicità di interpreti e gruppi musicali, gira spot pubblicitari.

Le mostre a lei dedicate si susseguono a ritmo serrato nei musei e nelle più rinomate gallerie d’arte, dall’America all’Europa. L’opera di Ellen Von Unwerth è raccolta in sei volumi: editi a partire dal 1994, includono Snaps, Wicked (1998), Couples (1998),  la fotostoria Omahyra & Boyd (2005),  Revenge (2005) e Fraulein (2009). Una serie di libri fotografici che riporta le foto esposte in mostra nelle più importanti capitali internazionali, come Parigi, New York, Berlino, Amsterdam, Londra e Mosca.

Fraulein, in particolare, edito dalla Taschen in soli 1500 esemplari autografati,  include una monografia e tutti gli scatti esposti alla Michael Hoppen Gallery di Londra durante una exhibition del 2009: le immagini più intense, belle e intriganti scattate dall’artista negli ultimi 15 anni.

Esiste poi un lavoro molto recente in cui riaffiora tutta una serie di influenze e di esperienze di vita: in occasione della tredicesima uscita di LULA magazine, la magia e le atmosfere del mondo del circo tornano prepotentemente alla ribalta in un servizio che Ellen Von Unwerth dedica al Gifford’s Circus.

La modella Rasa Zukauskaite ed alcuni circensi sono protagonisti di scatti fotografici e di un video – dallo stile che ricorda il fotogramma di un film muto – che alternano giocolieri, acrobati, lanciatori di coltelli, orsi fittizi e nuvole di zucchero a velo in un connubio di romanticismo, ironia e poesia:  un bagaglio interiore che riemerge, con una continuità più o meno latente, in tutta l’opera della grande fotografa tedesca.