La delicatezza e la dolcezza di Viola Cangi

Un mondo di torta di mele e burro, farfalle, pozzanghere e profumo di popcorn: sono tanti gli odori, i colori, la delicatezza e dolcezza che servono per descrivere il mondo di Viola Cangi. Guardare i suoi lavori è come entrare in un altrove magico e prezioso, dove la bellezza è fragile e innocente, dove vanno le ragazze quando sono sole, dove sono protette dalla pioggia e dagli inverni.
Viola, una delle nuove fotografe italiane, è dotata di un senso estetico ben preciso, dai colori tenui, ma precisi. Traccia delle mappe di ricordi e sentimenti, di amori iniziati, continuati, finiti e immaginati, di giornate troppo lunghe e troppo brevi per riuscire a dire tutto.
Dal 28 Aprile al 3 Giugno espone le sue fotografie insieme a Serena Facchin per Fotosintesi, una mostra a cura di Citerna FotografiaOFF in provincia di Perugia.

È difficile descrivere le proprie opere, ma se dovessi scegliere tre parole per farlo, quali sarebbero?
Torta di mele con tanto burro.
La tua prima memoria fotografica?
Mamma che mi urla dietro al parco dicendomi di non sprecare il rullino. Scattai delle foto di nascosto al babbo con dei peluch: aveva una camicia arancione a fiori, il sorriso di sempre e i capelli tutti neri di una volta.
Come ti sei avvicinata alla fotografia: quando nasce questa passione?
La passione c’era già nel 2002 quando mi regalarono la mia prima macchina fotografica digitale:la mitica PowerShot della Canon,una scatolina a 2megapixel – un gioiello all’epoca (per me almeno che avevo 16 anni).
Nel senso superficiale del termine passione: tutto è iniziato come un gioco e ancora per certi aspetti lo vedo come tale.
Quando portavo la mia fotocamera in classe volevano tutti essere fotografati e mi piaceva perché, come ripeto sempre, sono una ossessionata dai ricordi o per lo meno lo ero molto più di adesso.

E come ti sei formata artisticamente: sei un’autodidatta o hai scelto studi specifici?
Sono un’autodidatta, prendo lezioni dalla poca esperienza che mi ritrovo e ho ancora tantissimo da imparare.
Non ho mai creduto nelle scuole di fotografia, mi annoia parlarne perché secondo me è un’arte che vive di sensazioni.
Che rapporto hai con il digitale e con l’analogico?
Adoro l’analogico perché ha delle caratteristiche che sento mie: porta con sé l’imprevedibilità, la sorpresa e la spontaneità.

Da fotografare: quali sono i tuoi soggetti preferiti?
Dipende un po’ dal contesto in cui mi trovo: pozzanghere e schiene vanno per la maggiore. Anche gli alberi.
La soddisfazione più grande da fotografa? Delusione invece?
La mia più grande soddisfazione è stata 2 anni fa quando ho vinto il miglior portfolio a Citerna Fotografia. Sapevo che facevano la lettura, così lo presentai per la prima volta, sicura di fare una figuraccia; non sapendo cosa volesse dire portfolio stampai delle foto a caso, quelle che ritenevo migliori e in armonia con quello che stavo vivendo, cosa mi piaceva.
È merito di Marrozzini e la sua sensibilità capace di leggere ciò che stava dietro alle mie fotografie a percepirne l’inconsapevole significato, quello nascosto delle mie paure, delle mie felicità, costruendo una storia, la mia.

È stato il giorno che io ricordo col più grande sorriso di tutti quello lì: ebbene sì, non solo la mamma apprezzava le mie foto!
Le delusioni, sì, ce ne sono ma sono più che altro delusioni personali: sono molto critica sui miei lavori, vedo quasi sempre qualcosa che non va, ma questo mi sprona ad andare avanti e scattare e scattare e scattare.

I tuoi progetti?
Ho un progetto in ballo, precisamente una mostra fotografica intitolata FotoSintesi insieme a Serena Facchin a Citerna FotografiaOFF in provincia di Perugia presso il ristorante “Le Civette” dal 28 aprile, giorno dell’inaugurazione , al 3 giugno.
Per l’occasione abbiamo creato “handmade” dei pacchetti di “cartoline-catalogo” con le immagini della mostra, una “gonna fotografica”, e un video, supportato dalla colonna sonora dei bravissimi M+A che hanno sostenuto il progetto.
Venite a trovarci!

Se la tua vita fosse un film, quale ti piacerebbe che fosse?
Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, non nella parte di Violetta ovviamente!
Un viaggio, dove?
Ovunqueseciseitu e i popcorn.
Viola in un film, un libro e una canzone.
“Blue valentine” di Derek Cianfrance, “Parigi” di Julien Green, tutte quelle degli M+A.

Ringraziamo Viola e vi invitiamo a visitare il suo Flickr.