Vinyl Shop: Metric

Artist: Metric.

Title: Synthetica.

Year: June 12, 2012.

Where: Canada.

Shelf: Indie Rock, New Wave, Post-Punk Revival.

Who?

I Metric sono un quartetto canadese capitanato da una donna, Emily Haines, la fondatrice del gruppo. L’idea della band nasce nel 1998, a Toronto, per poi realizzarsi con un primo album (Old World Underground, Where Are You Now?), soltanto nel 2003. Dopo vari riconoscimenti a livello locale, nel 2009 arriva la definitiva consacrazione. Col loro precedente Fantasies sono infatti riusciti a mettere d’accordo pubblico e critica, piazzando album e singoli nelle classifiche mondiali e prestando alcune loro canzoni a telefilm e videogiochi, come da tradizione nella scena musicale indipendente americana. Da sempre contraddistinti per il loro sound alternativo che vanta elementi di new wave e post-punk, i Metric hanno ricevuto nomination per il Polaris Music Prize (2009), vincendo anche due Casby Awards, sempre nel 2009, e altri due Juno Awards (2010), rispettivamente come album alternativo e gruppo dell’anno. Ora, a quasi tre anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio, il gruppo di Emily Haines è pronto a pubblicare il nuovo album, in uscita il 12 giugno, preceduto da un nuovo singolo che rappresenta un leggero cambiamento di rotta nella direzione musicale del quartetto made in Canada.

What?

Synthetica, il nuovo album, sta già facendo parlare di sé, anche per la presenza di un grande della storia musicale mondiale, tale Lou Reed. Come ha detto la stessa Emily, l’album “è incentrato sulla capacità di identificare l’originale in una serie di riproduzioni. Tratta del rapporto tra ciò che è reale e ciò che è artificiale”. In effetti, questa eterna contrapposizione viene fuori – seppur con estremi diversi –  anche da Youth Without Youth, il singolo che anticipa l’uscita dell’album. Una bella sferzata di energia accompagnata da un testo che non ha bisogno di ulteriori considerazioni, un testo sinistro che parla appunto da solo: “Apathetic to the devil’s face/ Wear the sheriff’s badge put your toys away/ They let us go saying let us pray”. D’altronde, come affermano gli stessi Metric, la canzone ha preso forma in maniera lenta, e il fatto che racconti la “crescita”  di un bambino verso l’età adulta, una crescita tormentata, che va dagli ingenui giochi di infanzia alle bravate dell’adolescente, trova un perché proprio nel suo graduale processo di composizione. Il brano è una sorta di denuncia sociale dove il carnefice, “the older generation” sta svendendo, ingiustamente, “the younger generation”. E come dar loro torto, visti i tempi che corrono?