Creatività preclusa: Ai Weiwei

La libertà è la condizione necessaria  per la creatività, solo attraverso la creatività possiamo veramente assaporare la libertà.
Alcune parole tratte dal manifesto scritto nel 1985. Un grido sordo per il governo cinese.

Ai Weiwei, artista contemporaneo, designer e attivista cinese.
La carriera artistica di Weiwei è il simbolo dell’opposizione al regime cinese, tanto da esserne diventato il caposaldo, tutt’ora sorvegliato giorno e notte a causa del suo arresto avvenuto l’anno scorso.
In questi giorni alcune delle sue opere, selezionate appunto per dare un idea adeguata su cui parla e allude la sua arte, sbarcano a Milano, presso la sede italiana della Lisson Gallery, via Zenale, dal 12 aprile fino al 25 maggio.

Un breve ma inteso viaggio all’interno della tradizione cinese con l’attenta lavorazione della ceramica e della porcellana che hanno caratterizzato una vasta ed intensa produzione artistica di Ai Weiwei, per la prima volta in Italia.

Tra le opere in mostra Oil Spill, una ceramica che rappresenta una serie di macchie nere dall’aspetto lucido ed oleoso sparse sul pavimento della galleria, come dal titolo perdita di petrolio; Watermelons; una scultura in porcellana denominata Pilar di circa due metri d’altezza; vasi e piatti decorati in ceramica riprodotti da Weiwei in maniera quasi maniacale e ossessiva, come un vero e proprio ricamo all’interno di un tessuto; inoltre sono esposte delle vere e proprie bolle d’aria in ceramica che riflettono l’ambiente circostante, presentate qualche anno fa al Watson Island di Miami ed infine l’installazione Marble Plate.

L’ingresso è libero, Free Ai Weiwei!