Vinyl Shop: Cesare Picco

Artist: Cesare Picco.
Title: Piano Calling.
Year: April 16, 2012.
Where: Italy.
Shelf: Acoustic, Classic, Jazz.

Who?
Cesare Picco è un pianista, ma soprattutto un improvvisatore e un compositore. La sua concezione musicale, fatta di disciplina quanto di una disponibilità artistica da far arrabbiare i puristi, dovrebbe essere il senso della musica e della cultura tout court. Le sue collaborazioni parlano chiaro. Ha lavorato, tra i tanti, con Naseer Shamma, Giovanni Hidalgo, e con la bravissima Yukimi Nagano, per chi non lo sapesse, la voce femminile nell’album Plastic Beach dei Gorillaz. Da bravo artista poliedrico quale è, ha inoltre una lunga esperienza al teatro, al fianco di Ottavia Piccolo, Andrea Jonasson, sino ad Ascanio Celestini (in Ci vuole coraggio ad essere folli del 2008). E come conoscitore della musica, dà il suo contributo scrivendo per il quotidiano online Il Post. È uno di quei pochi ma valorosi casi, nella situazione italiana attuale, in cui siamo riusciti ad esportare qualcosa di cui andare fieri, avendo lui suonato in tutto il mondo, con i suoi album pubblicati persino in Giappone. Con una discografia che parte del 1995, Cesare Picco ha appena presentato il suo nuovo album, che sta già facendo parlare gli addetti ai lavori in maniera positiva.

What?
Piano Calling è tutto ciò che mai ci si potrebbe aspettare da un pianista. Il rigore, le strutture monolitiche vengono meno qui per lasciare spazio ad un concept album che racconta la digitalizzazione della comunicazione, a partire dal codice Morse, che paradossalmente trova nelle note legate del pianoforte la propria trasposizione in musica. Il disco si apre proprio con Hope Code, dove i segnali “ad intermittenza” e le note si fondono in un linguaggio comune, apparentemente senza senso, ma pieno di significato, per poi lasciare spazio al crescendo di forza della title-track. Con questo accostamento, Cesare Picco spiega – soprattutto a chi non è avvezzo al genere – quanto una traccia strumentale, come quel codice di linee, punti ed intervalli che è quindi il codice Morse, nasconda dietro una spesso minimizzata verginità di parola, un mondo di significati e intenzioni percepibili solo da un orecchio attento. Ed ecco tornare il concept, che eleva la Comunicazione a qualcosa di immenso, di troppo infinito per essere “definito” entro limiti lessicologici e perché no, musicali. E che nonostante questo, racchiude i presupposti per un linguaggio universale.