In and Out of love: Damien Hirst

Con l’avvento della nuova stagione e l’appuntamento delle Olimpiadi della Cultura 2012, Londra tra arte, fotografia e letteratura, si prepara ad affrontare ed ironizzare anche sulle molteplici polemiche che da sempre accompagnano l’artista inglese Damien Hirst. Simbolo della Brit Art degli anni Novanta, l’uomo più odiato e amato del momento nella sfera dell’arte contemporanea.

Dal 4 aprile al 9 settembre 2012, è in mostra presso la nota galleria londinese, la Tate Modern, con la personale In and Out of love dove saranno ripercorsi in retrospettiva gli oltre vent’anni di carriera dell’artista. Nel lontano Luglio 1988, per la prima volta all’attenzione del pubblico a Londra, Hirst ha ideato e creato Freeze, dove allestì una mostra insieme ai suoi amici e compagni di studio del Goldsmiths Art College all’interno dei Dock Offices, degli ex uffici portuali in disuso nella zona delle London Docklands. Tutto ciò diede vita al YBAs –  Young British Artists, di cui Hirst ne è capofila diventando ad oggi uno degli artisti più influenti della sua generazione, in cui la morte è il tema centrale delle sue opere, raggiungendo ogni spettatore, colpendolo nell’intimo e nella mente.

Una personale che racchiude circa settanta lavori, tra cui le opere più conosciute più.

The physical impossibility of Death in the Mind of Someone Living, ovvero l’impossibilità fisica della morte nella mente di un vivo, prodotto originariamente nel 1999: uno squalo tigre di 4 metri e mezzo, imbalsamato nella formaldeide racchiuso all’interno di una resistente teca trasparente dalla cornice bianca.

A Thousand Years, la testa di mucca mangiata da migliaia di mosche appena uscite delle larve.

Il famoso teschio umano tempestato da 8.601 diamanti, per un totale di 1.106 carati.

O ancora farfalle vive che volano libere su piante e ciotole di macedonie, le prime serie originali dei pallini colorati, la serie Medicine Cabinet e molto altro ancora.

Tutti i lavori di Hirst ripercorrono contenuti spesso  provocatori grazie a un tramite visivo che stimola lo spettatore alla percezione di un proprio concetto filosofico e temporale, viene considerato uno degli artisti più quotati sul mercato e il bersaglio perfetto di molti critici. Ma cos’è l’arte contemporanea se manca la provocazione? Ci si vede al Tate prossimamente, www.tate.org.uk