Un tè con La Sera

La Sera è l’appellativo dietro al quale si cela la rossa Katy Goodman. Il nome vi dirà sicuramente poco, eppure si tratta della bassista delle Vivian Girls, gruppo indie-rock a stelle strisce (tutto al femminile) con alle spalle tre studio album e diverse underground hit.
Il suo ottimo Sees the light, secondo album solista uscito lo scorso 24 marzo per l’etichetta indipendente Hardly Art, è un disco in cui ballate beach-pop si alternano a pezzi più ruvidi, in stile Vivian Girls, e dove il comune denominatore sono i testi che “fotografano” storie d’amore finite male.
Abbiamo quindi colto l’occasione per fare una breve chiacchierata con Katy in vista del suo ritorno in terra nostrana, il prossimo 19 giugno al Mattatoio Club di Carpi (unica data italiana), e parlare così di come nascono le sue “polaroid musicali”.

Ciao Katy. Partiamo dal tuo nome d’arte. La Sera è una parola italiana, come mai ti nascondi dietro ad essa? È vero che hai scelto questo soprannome dopo la tournée dello scorso anno nel nostro paese?

Sì, è verissimo! Trovo l’italiano una lingua bellissima, appena ho sentito nominare quella parola, ho capito che quello sarebbe stato il nome perfetto per il mio “gruppo”. Adoro la sua pronuncia e il suo significato in quanto ho sempre pensato che la mia musica sia perfetta da ascoltare dopo il tramonto.

La voce sognante ed i testi dal sapore dolceamaro sono gli elementi che caratterizzano il tuo album. Ci dici come nascono le tue canzoni, dal testo agli arrangiamenti?

Di solito sono lenta nello scrive un pezzo. Riesco a scrivere in media una canzone al mese, e ci passo sopra intere ed intere giornate. Generalmente comincio a scriverle in giornate in cui sono sopraffatta dalle emozioni e in cui sento la necessità di esprimermi, così mi isolo completamente da ciò che mi circonda e cerco di portare a termine il lavoro. Molto spesso capita che la canzone si evolva, specialmente durante la fase di registrazione, però molto volte capita anche che non subisca alcun cambiamento e finisca nell’album così come è nata.

Da dove nasce la tua passione per la musica, e quali artisti hanno influenzato il tuo modo di comporre musica?

Gli artisti che più mi hanno ispirato nel corso della mia carriera sono senza ombra di dubbio Roy Orbison, Iris Dement e Julie Ruin. Mi piace considerare la mia musica l’incontro tra questi tre artisti.

Un artista invece con il quale ti piacerebbe, o ti sarebbe piaciuto, collaborare?

Mi piacerebbe molto poter collaborare con Tim Cohen dei Fresh and Onlys. Adoro la sua musica e trovo lui stesso un artista fantastico. Sarebbe grandioso anche poter cantare una canzone con Emmylou Harris.

I tuoi tre dischi preferiti che hanno influenzato oltre che la tua musica, la tua vita?

Rumours dei Fleetwood Mac, Parallel Lines di Blondie e Bad Brains con S/T.

Cosa ci dobbiamo aspettare in futuro? Un ritorno tra le Vivian Girls o la continuazione del progetto La Sera?

La Sera in questo momento avrà la priorità su tutti i miei altri progetti, almeno nel futuro immediato, ma le Vivian Girls non cesseranno di esistere e sicuramente continueranno a fare altro insieme.

Passerai in Italia per una piccola tournèe?

Sicuramente! Credo che passeremo dalle vostre parti verso giugno!