Vinyl Shop: Sebastien Tellier

Artist: Sebastien Tellier.

Title: My God Is Blue.

Year: April 16, 2012.

Where: Paris.

Shelf: French Pop, Ambient, Electronica.

Who?

Sebastien Tellier ha lo stesso fascino misogino di Serge Gainsbourg. Il poliedrico chanteur d’Oltralpe ha dimostrato – con successo – una certa predilezione per temi hot con il suo Sexuality, album del 2008, sottolineando, in un’intervista a proposito della sua musica, l’intenzione di voler creare un genere che “eccitasse la gente in un senso Italiano o Latino”. Non c’è solo sessualità, ma anche sensualità ed una piacevole autoironia di fondo nel personaggio che lo contraddistingue. Con Divine, ad esempio, giocando con certi stereotipi porno del maschio pappone dal look messianico, è riuscito (anche grazie ad un video e ad una esibizione all’Eurovision del 2008) a varcare i confini della madrepatria, portando il suo verbo profanatore nel resto d’Europa. Con alle spalle quattro studio album, una collaborazione con Guy-Manuel de Homem-Christo  dei Daft Punk e influenze musicali che vanno dal già citato Serge Gainsbourg a Prince e Michael Jackson, il profeta dell’erotismo è pronto a sconvolgere la scena musicale con altre trovate.

What?

Ancora una volta, Monsieur Tellier dà alla luce un lavoro dove la figura femminile è centrale, ma non per questo esclusiva, vestendosi nuovamente da Messia “charmant”, in un mondo utopicamente blu. Il 16 di aprile infatti, sarà finalmente possibile scaricare il nuovo album, My God Is Blue. Ad anticiparne l’uscita, il video di Pepito Bleu e un’altra traccia resa disponibile sulla sua pagina Facebook, Cochon Ville, esperimento synthpop remixato tra gli altri da The Magician, Brodinski e dagli Hey Champ. Insieme alla carrellata di nomi più o meno importanti che figurano alla produzione del disco (tra gli altri, gli Air, fondatori della Record Makers, etichetta sotto la quale esce My God Is Blue), Sebastien Tellier ha dato vita ad un’idea audiovisiva, la cosiddetta Alliance Bleue, un movimento visionario presentato con alcuni viral, che vede nella musica l’unica possibilità di realizzare quanto auspicava un altro “salvatore”, tale John Lennon, quando credeva che con poche note avrebbe unito il mondo. Geniale demagogia.