Terrywood: la personale di Terry Richardson

Terry Richardson nasce a New York nel 1965.

Sin dai primi anni di vita, però, vive tra Hollywood e Ojai. Figlio d’arte (suo padre è il noto fotografo Bob Richardson n.d.r) non mostra, inizialmente, interesse per la fotografia: il suo sogno è perseguire una carriera musicale e per cinque anni milita nel gruppo punk rock The Invisible. Al termine di questa esperienza rivolge la sua attenzione alla fotografia ed inizia il suo nuovo, appassionante percorso come assistente di Tony Kent, prima di mettersi in proprio.

Il suo stile fortemente d’impatto e provocatorio, dai caratteri vagamente narcisisti, si impone soprattutto nella moda: realizza un’ innumerevole quantità di servizi, infatti, per GQ, VOGUE, Interview, Harper’s Bazar, Penthouse, Sports Illustrated, Playboy e Rolling Stone fra gli altri, e campagne pubblicitarie per Gucci, Miu Miu, Tom Ford, Anna Molinari, Hugo Boss, Costume National, Levi’s, Tommy Hilfiger e Sisley.

Ma Richardson, non per niente vissuto a Hollywood sin da bambino, respira a pieni polmoni l’aria galvanizzante della città dello stardom, realizzando ritratti per le più acclamate celebrità. Hanno posato di fronte al suo obiettivo Mickey Rourke, Kate Moss, Sharon Stone, Leonardo DiCaprio, Amy Winehouse, Karl Lagerfeld, Lady Gaga e moltissimi altri esponenti dello star system, a stelle a strisce e non.

Suscita scalpore, nel 2010, la sua scelta del nudo mentre si accinge a realizzare gli scatti per il Calendario Pirelli nella splendida Bahia, in Brasile: le modelle, infatti, assecondando le sue direttive, posano senza veli per la prima volta dopo decenni.

La passione mai sopita per la musica porta Richardson a girare diversi video per gruppi musicali della scena underground, con predilezione per le band di punk rock.

Oggi, il suo lavoro di fotografo ottiene un importante riconoscimento grazie alla mostra Terrywood, sua prima personale inaugurata a Los Angeles il 24 febbraio in concomitanza con il weekend dedicato agli Oscar.

La mostra, ospitata dalla Ohwow Gallery, include 25 suoi nuovi scatti ispirati alle varie sfaccettature della Hollywood life: tutto ciò che ad Hollywood appartiene in termini di volti, paesaggi, personaggi iconici, scorci architettonici, simboli, il piccolo mondo di un Terry bambino, viene rielaborato dall’occhio dell’artista adulto con uno stile volutamente amplificato.

Richardson ritrae personaggi e crismi hollywoodiani esaltandone le caratteristiche, quasi ad enfatizzare usi e costumi di una società che vive e concepisce la vita rigorosamente in grande: labbra invitanti intrise di lipstick rosso e dall’aspetto succoso, vecchie insegne che riprendono vita grazie a  una ritrovata vibrazione, palme dall’altezza smisurata. Rileva Al Moran, co-fondatore della Galleria Ohwow: Una Hollwood con il volume costantemente alzato”.

D’altronde, autoproclamandosi King of Sleaze, Terry ha da sempre abbracciato un concetto di vita che le sue foto ben rendono: più grande, più audace uguale migliore, seguendo la linea della provocazione che fa da leit motiv della sua intera carriera.

Terrywood ritrae i motivi caratteristici della quotidianità Hollywodiana sotto ogni aspetto: le storie sordide, i sogni infranti, il kitsch, celebrità reali o presunte tali, e contestualizza il tutto modellandolo sulle sue riflessioni personali. Le sue foto, caratterizzate da un sorprendente impatto cromatico e da un gioco di colori a contrasto sempre e comunque vividi e brillanti, emanano spesso ironia ad ampie dosi. Richardson coglie alla perfezione, in ogni suo scatto, l’audacia, l’energia incontenibili che percorrono un luogo dai ritmi del tutto speciali, captando aspetti di una realtà per molti incomprensibile e servendosene per raccontare le sue storie per immagini. Con il kitsch che regna visivamente sull’intera città del cinema, Richardson evidenzia i caratteri di una realtà portata ogni giorno agli eccessi, in cui celebrità non sempre fa rima con felicità. Insegne al neon in technicolor su sfondi notturni, FAME scolpito a caratteri cubitali ed appeso a un muro, cieli in una stanza dalle fittizie stelle argentate e con le parenti dipinte di slogan inneggianti ad Hollywood, labbra scarlatte in cinemascope, insegne di peep show e locali di strip che si scagliano contro un cielo azzurro luminoso e terso, una teenager dallo sguardo spento incorniciato da capelli color lilla. Sono solo alcuni dei soggetti ritratti negli scatti che raccontano Terrywood.

L’inaugurazione della mostra, definita un evento imperdibiledell’agenda cultural-mondana losangelina, è stata affollatissima di celebrities e di avventori, che hanno sostato in file lunghe anche sei isolati pur di partecipare al vernissage. Presente, naturalmente, tutto l’Hollywood show-biz ampiamente immortalato, in passato, da Richardson stesso.

All’inaugurazione è seguita una cena allo Chateau Marmont a cui hanno presenziato star e artisti tra i più noti internazionalmente.

Terry Richardson: Terrywood rimarrà visibile fino al 31 marzo presso la OHWOW Gallery di Los Angeles.

Siti web di riferimento: www.oh-wow.com