Vinyl Shop: SoKo

Artist: SoKo.

Title: I Thought I Was An Alien.

Year: February 20, 2012.

Where: Paris/Los Angeles.

Shelf: Folk, Pop, Indie.

Who?

Qualche anno fa SoKo avrebbe ucciso volentieri colei che le aveva rubato il proprio futuro, spezzando il suo sogno. Lo cantava in I’ll Kill Her, contenuta nell’EP Not SoKute, del 2007. Da sempre divisa tra cinema e musica, passione, quest’ultima, che nasce e cresce ai tempi dell’ormai defunto MySpace, Stéphanie Sokolinski riesce in poco tempo a fare quello che le sue colleghe fanno nell’arco di un’intera carriera: lo hiatus musicale del 2009, dovuto ad un momento di crisi artistica, la porta a comporre quelli che ora sono i brani del nuovo album, una pausa – come dicevamo – quasi anomala per una newcomer. La strada verso il nuovo disco vede SoKo impegnata con la pubblicazione di alcuni pezzi accompagnati da video in stile vintage, filtrati da un obiettivo analogico, il tutto ripreso e diretto dall’attore americano Matthew Gray Gubler (Criminal Minds), il quale prende parte – con un cameo – al viral video di You Have A Power On Me, dove tra bizzarri giochi mimici, i due si presentano come maghi del divertissement sonoro.

What?

I Thought I Was An Alien è il primo vero disco di SoKo, un’opera fondamentale nella letteratura del lo-fi, non soltanto made in France. La title-track, primo singolo estratto dall’album, è un chiaro esempio di questa economia di suoni ridotti a pochi strumenti, accordi che si ripetono ed un brusio di sottofondo che da “bassa qualità” diventa leit motiv imprescindibile per raccontare un mondo fatto di macchine analogiche, vestiti vintage ed altri elementi hipster. D’altronde, anche il mellotron iniziale di People Always Look Better In The Sun viaggia sullo stesso binario arrugginito su cui passano le altre tracce. Così come accade nella brezza dolceamara di First Love Never Die,  traccia – anche questa – accompagnata da un video che sa di passato, dai colori all’ambientazione. Sicuramente uno dei pezzi migliori dell’album, insieme a No More Home, No More Love, in cui le liriche di SoKo, tra versi  quasi rappati ed archi su cui si adagiano leggeri tocchi di chitarra, dipingono la storia di una giovane musicista, la sua, una storia ancora alle prime pagine.