Talking about: Stockholm Fashion Week

È già piuttosto noto che l’indicatore dell’innovazione nel fashion design si stia spostando verso nord, puntando soprattutto verso la regione scandinava e ancor più precisamente, verso Stoccolma. Per questo la presentazione delle collezioni svedesi è ormai un momento piuttosto atteso, principalmente per chi dirige la propria attenzione verso le novità e verso le nuove leve della moda. Nell’ultima edizione, tenutasi nella capitale svedese tra il 30 gennaio ed il 1 febbraio 2012, i principali brand scandinavi hanno mostrato le loro collezioni per l’inverno a venire.

Altewai.Saome si è riconfermato come uno dei nomi di punta della Mercedes Benz Stockholm Fashion Week, con una selezione di capi che viaggiano con equilibrio tra innovazione e stabilità. Una collezione che si contraddistingue per un utilizzo di patchwork di tessuti e linee che riescono a non esulare dal loro compito di ready-to-wear nonostante gli alti livelli di sperimentalismo.

Boomerang, forte della sua caratteristica intrinseca di sportività e dinamismo nordico scende in passerella con una collezione che mescola elementi casual a tratti estremamente preppy, con una sploverata di charme da campagna inglese. Si distanzia con decisione la linea di Busnel che mostra un concept ladylike piuttosto inedito per il fashion design svedese. Le cortissime giacche a doppiopetto sono intrise di una femminilità decisamente retrò, che ricorda un po’ le donne in carriera dei film anni ’90.

Cheap Monday è un marchio che non necessità grandi introduzioni. Raggiunta la fama mondiale principalmente con la diffusione dei loro jeans, aderentissimi e che hanno messo in un angolo il trend della vita bassa hanno poi scavalcato i limiti del denim per affermarsi anno dopo anno nella sfera del ready-to-wear. Quest’anno la collezione Cheap Monday gira attorno ad un’estremizzazione del concetto di casual, fatta di look da ragazzaccio composti da strati di stoffe sregolate. Ai classici skinny sostituiscono jeans oversize da strizzare in vita con cinture sottili.

Altro pilastro della moda svedese, Dagmar continua ad affermare il proprio amore per i giochi di stampe e pattern, dove linee architettoniche si mescolano a tessuti e colori realizzando creazioni che riescono a seguire le linee del corpo femminile senza diventare invadenti. La maturità del design di Filippa K si evince immediatamente guardando la sua collezione AI 2012/2013. Una grandissima vicinanza concettuale con le necessità pratiche e stilistiche della donne svedesi, che necessitano di capi caldissimi e al contempo femminili senza inutili frivolezze.

Hernandéz Cornet sceglie di utilizzare i princìpi dell’abbigliamento sportivo per snaturarli e rinnovarli. Linee essenziali, tagli dritti e tessuti tecnici che cambiano destinazione d’uso e scendono nei look urbani da tutti i giorni. Incredibile l’evoluzione che si registra nella collezione di Maria Nordström. La stilista dà prova di un’emozionante abilità sartoriale e creativa in una serie di creazioni sceniche che fanno riferimento ad un dualismo oscuro ispirato al balletto Il Lago dei Cigni e più precisamente al film del 2010 di Darren Aronofsky. Bianco, nero e generosi inserti di piume sono i protagonisti di vere opere d’arte in stoffa.

Con Mayla ci si immerge in un’atmosfera Charleston, dove abitini in seta e copricapi retrò accompagnati a morbidi tailleur rimandano all’epoca delle rivoluzioni della moda dove Coco Chanel e la sua liberazione femminile viaggiavano fianco a fianco con la costruzione di una femminilità sensualissima e consapevole.

Per Minimarket in scena bizzarri accostamenti di tessuti che restano nei limiti di una palette decisamente autunnale. Le trasparenze vengono smaliziate da ricami floreali infantili e da cascate di calde stoffe.

Totalmente fuori dagli schemi del design scandinavo troviamo Odd Molly che fa sfilare bamboline vezzose che sorridono vestite di colori sgargianti, fantasie allegre e si rendono femminili in aderenze e lunghezze da moderne pin-up. Essenziale ed elegantissima la collezione di Stylein dove una sapienza sartoriale evidente emerge dal design di capi essenziali e molto versatili. Colori che sfumano nelle pieghe di tessuti cascanti e che sottolineano silhouettes morbidissime.

The Local Firm gioca tutto su lunghezze mini. Sovrapposizioni di tessuti metallici e lana, trasparenze e coperture estreme. I tagli cortissimi vengono equilibrati da caldi avvolgimenti, i colori brillanti come l’arancio e l’oro sono mitigati dal nero intenso e dalla neutralità dei grigi. La leggerezza delle bluse e dei mini e maxi abiti in seta di Tiger of Sweden è accompagnata da caldissimi cappotti in pelo o dalla linea sartoriale. Sfumature e spruzzi di ombreggiature si alternano a colori tipicamente autunnali, il ruggine su tutti.

Per V Ave Shoes Repair tutto resta nella dialettica tra bianco e nero. I non colori vengono arricchiti da inserti architettonici che creano interessanti movimenti e impreziosiscono l’essenzialità delle linee. Con Whyred si ritorna nel pieno della tipicità svedese. Una collezione che riutilizza i topos della moda maschile per conferirgli una femminilità dinamica e senza eccessi.

Tentando di tirare le somme di una Settimana della Moda così eterogenea e in costante evoluzione l’attenzione si pone come sempre verso la freschezza e la creatività degli stilisti scandinavi. L’abilità nel dare vita a collezioni di ready-to-wear strettamente connesse a necessità e modus vivendi legate al territorio di appartenenza è ciò che fa del design scandinavo un interessantissimo esempio di applicazione del genio creativo che riesce  a valicare i confini di appartenenza per diffondersi a macchia d’olio, particolarmente da un punto di vista concettuale e d’ispirazione.