Dalla Russia analogicamente: Yulia Kazban

Classe 1983, l’artista in questione trova i natali a Sumy in Ucraina, ma nella prima parte delle sua vita vive in Russia dove si laurea in biologia.
La sua passione però è antecedente e nasce grazie ad una fotografia di gruppo.
Totalmente indifferente al mondo digitale, Yulia Kazban, continua ad immortalare, con vecchie macchine analogiche, un mondo a lei caro che, attraverso le stampe rigorosamente fatte a mano.
Sembra rappresentare una dimensione d’altri tempi.

Tu e la fotografia, a quando il primo approccio?
Il momento fatidico avvenne nella mia infanzia quando la mia famiglia mi chiese di schiacciare il pulsante di scatto durante una fotografia di gruppo. Fotografo seriamente dal 2007.

Qual è il mondo che osservi attraverso la tua macchina?
Qualcosa che è in continuo movimento, qualcosa che appena comprendo si trasforma nuovamente, ovviamente qualcosa che appartiene al mio io.
Non cerco di analizzare ciò che è nel mio cuore, non ne ho bisogno, lo conosco più che bene.

Analogico o digitale?
Sempre e solo analogico. Non mi sento digitale, non posso. Adoro guardare le strisce dei negativi, sentire il profumo della pellicola e le stampe fatte a mano, ecco le mani, é tutto racchiuso in esse, è un mondo avvolgente e familiare.

Dove trai ispirazione?
Ovunque.
Posso trovarla in fotografie, canzoni, libri, film oppure in una mattina, nella pioggia, nel sole e nel vento, nel ghiaccio e la lista potrebbe essere infinita, cose semplici. Questo è Dio.
Il mezzo che ti permette si esprimere te stessa.
Sono un’amante delle Olympus, la mia fedele compagna è una Pen Vesna 1959.

Un fotografo a cui ti senti legata
La mia scelta cade sicuramente su Masao Yamamoto.

Un luogo, un libro e una canzone.
La casa di mia nonna 20 anni fa.
Direttamente dalla letteratura russa Sasha Sokolov La scuola degli sciocchi è molto personale, si sente che viene dall’anima, racchiude tristezza e calorosità, mi riguarda parecchio.
Per quanto riguarda le canzoni sarebbero troppe da elencare perciò taglio la testa al toro e dico Piobmx degli Autechre.

Il suo Flickr.