Anima, cuore e carbone: Ana Juan

Ana Juan è un’illustratrice nata in Spagna nel 1961 e a studiato belle arti a Madrid.
Collaboratrice del New Yorker dal 1995, Ana Juan ha pubblicato un gran numero di libri, illustrato copertine e giornali. Dalle fiabe all’arte romantica, Ana trasporta il lettore in un mondo parallelo, in una realtà magica e (quasi) inquietante, dove predominano i neri, i rossi brillanti – dove tutto è e non è quel che sembra. Tra i suoi ultimi lavori ricordiamo il romanticismo strano di Amantes, la favola nera di Sorelle, poi Snowhite, Circus, fino a Demeter tra poco in uscita, che riprende la storia di Dracula per portarla in Inghilterra.
Enquire ha deciso di intervistarla, ecco qua quello che Ana ci ha risposto.

Se dovessi descrivere i tuoi disegni con tre parole, quali sceglieresti?
Anima, cuore e carbone.

Hai esposto ovunque dal 1988, lavorato come collaboratrice al New Yorker, pubblicato libri dall’Italia agli Stati Uniti – ma com’è iniziato tutto? Quando hai capito che sarebbe stato il tuo destino?

Ho sempre saputo che sarei stata un’illustratrice, fin da piccola, fin da quando ho scoperto il magico mondo dei libri. Il lavoro di illustratore è simile a quello dello stregone: catturare i lettori e trasportarli in un mondo dove possono sognare a occhi aperti.

Negli anni ho imparato a camminare al confine tra sogno e realtà, su una linea sottile a tal punto che i due mondi si confondono.

Ana, nella tua carriera c’è mai stato un momento di particolare importanza, che puoi definire forse di svolta?

Ho sempre vissuto ogni singolo istante al massimo, come più bel momento della mia vita – non lavoro per il futuro, ma per l’oggi. Questo modo di affrontare la vita vale anche per le opportunità che mi sono capitate: non c’è mai stato altro a riempirmi il tempo e la vita.

Ovviamente ci sono stati alti e bassi, opportunità e delusioni, ma nessuno di questi è stato un turning point.

Una carriera è fatta di piccoli passi in avanti e indietro, ma il meglio deve sempre venire.

Libri da bambini e da adulti, disegni a colori e in bianco e nero: c’è sempre un’oscurità nascosta nei tuoi lavori, una atmosfera da «era una notte buia e tempestosa», anche in Amantes. Ma questo è vero un po’ per tutte le favole, come in Hansel e Gretel, giusto per fare un titolo. Così i tuoi lavori sono fiabe, oscure e a tratti terrorizzanti. Come è nato questo amore per le favole?

L’oscurità è fatta dalla luce, non dalla sua assenza. L’oscurità è il mistero che risveglia la tua fantasia. Ad ogni modo più che l’interesse per le favole, collegherei il mio lavoro al romanticismo e a pittori e scrittori come Shelley e Byron. L’atmosfera delle loro storie, l’illimitato amore che dura anche dopo la morte, tempeste spaventose, fantasmi e anime perdute.

Sorelle è uno dei tuoi ultimi lavori, pubblicato in Italia da Logos. Ci vuoi raccontare qualcosa a proposito della nascita di questa storia?

La storia parla di una coppia di gemelle unite dai capelli dalla nascita, ed è stata scritta da Matz Mainka, che ha sviluppato il concetto di amore infinito e interdipendenza. Abbiamo lavorato e sviluppato insieme quest’idea romantica di unione delle anime, simboleggiata dai capelli.

Comunque Sorelle non è il mio ultimo lavoro edito in Italia, dopo ci sono stati L’isola, Snowhite e tra poco uscirà Demeter: la storia di un diario maledetto che porta Dracula dalla Romania all’Inghilterra.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

In effetto ho appena finito di illustrare la seconda parte di The Girl Who Circunnavigated Fairyland in a Ship of Her  Own Making di Cat Valente. Adesso sto lavorando a un poster per la stagione equestre del Cirque Jules Verne di Amiens e a un paio di nuovi progetti di libri.

Influenze: quali sono le tue? Da Cappuccetto Rosso agli artisti, registi, musicisti.

Ho studiato arte ancor prima di avere un vero interesse per la storia dell’arte. Direi che sono i  maestri del Rinascimento e i pittori fiamminghi come Veermer, poi Chagall e tantissimi altri artisti.

Poi direi cinema, libri e fotografia, ma non scordiamoci del cibo, dei profumi. Alla fine la mia ispirazione è la vita! Da quando nasciamo abbiamo un bagaglio di conoscenze e esperienze che si riempie con tutto quello che vediamo, sentiamo…e quando dobbiamo affrontare una situazione, in questo caso creativa, il bagaglio si apre e le influenze si riflettono nei nostri lavori.

Tra i (più o meno) giovani artisti, chi ci raccomandi?

Aprite il catalogo di Illustrati (Logos) e dentro trovate tutto quello che di interessante può esserci: Matteo Gubelini, Denis Riva, Stefano Bessoni.

Se Ana fosse un film, chi sarebbe il regista, quali gli attori e quale sarebbe la trama?

Sarei la versione animata e muta di The Night of the Hunter di Charles Laughton (1955): una favola magica e tremenda dove puoi trovare bambini innocenti, vittime, un cattivo e una fata. Per la coppia di fratellini scegliere le gemelle di Sorelle, e come madre la madre de L’isola, mentre il falso predicatore sarebbe il principe di Snowhite. La zia di Sorelle reciterebbe il ruolo della vecchia signora e i nani di Biancaneve (Snowhite) sarebbero il resto dei bambini.

La colonna sonora sarebbe composta e suonata da una coppia di musicisti di strada da Circus. E a me spetterebbero regia, sceneggiatura e effetti speciali.

Il suo sito personale www.anajuan.net