Le ragazze indossano la divisa. JACQUEMUS

En

Simon Porte Jacquemus, ha 22 anni è francese ed è il creatore di un nuovo ed interessante brand di abbigliamento femminile : JACQUEMUS. Designer autodidatta, Simon si ispira ad un’estetica minimale e raffinata, priva di fronzoli e lustrini. L’Usine (la fabbrica in francese .ndr) nome della collezione invernale 2011-12, ci presenta una moda raccontata in maniera piuttosto originale e diversa. Gli abiti sono ispirati alle divise indossate dalle lavoratrici delle fabbriche francesi, i tagli dei capi, realizzati tutti in lana cotta, sono semplici, con una palette di colori pastello.

Altrettanto interessante lo shooting, scattato da Bertrand Le Pluard, per la presentazione della collezione: la location è una fabbrica, un gruppo di modelle-operaie vestite Jacquemus diventano protagoniste alternative di una storia quotidiana e reale.

Per una volta non è l’immagine glamour della moda a saltare all’occhio quanto più un approccio realista e umano,che concilia il “bello” alla normalità.

La collezione estiva 2012, intitolata Le Chenil (il canile .ndr), sarà sempre ispirata al mondo delle donne che lavorano, in questo caso la top Caroline de Maigret impersonerà una padrona di un canile, alquanto solitaria.

Simon, ci racconti qualcosa di te?

Ho 22 anni. vengo dal sud della Francia,la SS 2012 sarà la mia quarta collezione. Amo Marie Laforet, Isabelle Adjani e Valeria Golino…specialmente in “Respiro”.

Come e quando è nato JACQUEMUS?

Jacquemus è nato più di un anno fa, con la mia prima collezione “L’Hiver Froid”. Era arrivato il momento di fare qualcosa di concreto, di smettere di attendere e di realizzare un progetto per conto mio. Sono un designer autodidatta.

Quali sono le tue maggiori ispirazioni nella creazione delle collezioni?

Sicuramente mia madre e il sud della Francia,la Provenza, che sono sempre nella mia mente. Al momento però potrei essere ispirato da qualsiasi cosa, come da un “lavoro”, una donna, o semplicemente da un vecchio video di musica pop francese visto su youtube.

Come descriveresti il tuo stile? Da chi o cosa è influenzato?

Inizio sempre da una storia e mai dai vestiti. Amo moltissimo immaginare una storia e soltanto dopo creare la collezione. Mi piacciono le uniformi, le divise, sono ossessionato da quest’idea e esteticamente penso aggiungano qualcosa di forte. Mi piace l’idea “tutto e niente”, l’idea di poter amare tantissimo una cosa oppure odiarla. Sento di rischiare di più creando una collezione ripetitiva.

Come immagini la donna che veste Jacquemus?

Con un’uniforme spero, una donna semplice. Non amo gli esercizi estetici, quindi la immagino con indosso un vestito “pulito”, senza tempo.

Quali materiali prediligi per realizzare i tuoi capi?

Materiali semplici come la lana, il cotone e il lino. Qualcosa di grezzo.

Quanto dello stile francese c’è nelle tue creazioni?

Non so quanto “stile francese” ci sia effettivamente in Jacquemus…posso soltanto dire che sono innamorato del mio paese e credo sia questo il motivo per cui si sente lo stile francese nelle mie collezioni.

Progetti futuri per te e il tuo brand?

Una nuova collezione,una nuova storia da raccontare, incontrare nuove persone e cercare di fare del mio meglio per JACQUEMUS.

Ci consigli un posto da non perdere a Parigi?

Il mio quartiere, il 18 arrondissement. Oppure il mercato delle pulci “Les puces de St Ouen”, nella zona nord di Parigi. Se dovessi spendere dei soldi per arredare il mio appartamento andrei sicuramente lì a fare spese folli. Si possono trovare cose molto interessanti, vecchie perle, vestiti in stile della nonna. Amo molto l’atmosfera che si respira e il mix di persone che trovi in quel posto.

Un marchio che trae ispirazione da contesti inusuali ma che, soprattutto, prendono in considerazione il mondo delle donne lavoratrici. Una voce fuori dal coro.