Kill It Kid: il live a Milano

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Circolo Magnolia, Milano. Ci si aspetterebbe un’orda di musicofili pronti a dare il proprio giudizio, a questo concerto dei Kill It Kid, invece, ci ritroviamo in un contesto decisamente intimista, un piccolo spazio con poche persone, e qualche perplessità iniziale per la location.

I Kill It Kid aspettano di poter cominciare a suonare. Li troviamo rannicchiati in un angolo – Chris Turpin e Stephanie Ward – con le spalle al muro, quel muro riscaldato da un vecchio termosifone che sembrano apprezzare, “c’è così tanto freddo a Milano, la gente sarà rimasta chiusa in casa”, ci dicono sorridendo.

Da subito, ci rendiamo conto che questi ragazzi (insieme agli altri due componenti della band, Dom Kozubik e Marc Jones), dall’alto delle recensioni entusiastiche ottenute da dinosauri come NME e Clash, rivendicano una semplicità e spensieratezza che non potrebbero essere altrimenti quando si è poco più che ventenni.

Ancora qualche parola prima di cominciare il concerto, Stephanie ci confessa di essere interessata alla Settimana della moda di Milano e di non essere mai stata in Italia fino a questo momento, con Chris che sembra sempre più affamato del palcoscenico che calcherà qualche ora dopo.

Una volta sul palco, i Kill It Kid riescono nell’impresa di trasformare un concerto intimista, fatto di poche persone, nella botta di energia che trova in pezzi come Pray On Me (resa in maniera divina dal vivo) e nel blues di Wild and Wasted Water il proprio emblema.

C’è spazio sia per brani del primo omonimo album (Kill It Kid), sia del secondo, Feet Fall Heavy, lavoro che segna un allontanamento dal folk blues del precedente lavoro, ma pur sempre promettente: non siamo davanti alla solita band indie, “caricata” da major e riviste asservite. L’etichetta è quella di Björk e Paul McCartney, la One Little Indian Records, e abbiamo detto tutto.

Prima di andare via, Chris & amici si concedono ancora per qualche domanda. Sono molto diretti, “abbiamo apprezzato il feedback del pubblico, siamo abituati a suonare davanti a platee differenti tra loro, anche per numero, questa è una delle tante tappe del tour europeo. Siamo esausti ma soddisfatti”.