Tutti i colori di Louisa Parris

Louisa Parris, 100% londinese, si laurea nella sua città natale in Fashion Design & Marketing alla nota Central Saint Martins. Il 2008 è il suo anno fortunato, infatti coglie al balzo l’opportunità di collaborare con DKNY, Mulberry, Gharani Strok e Ghost: un vero e proprio trampolino di lancio che le permette di diventare costumista teatrale e lanciare la sua prima linea di abiti da sera. Alcuni pezzi della collezione vengono premiati, nello stesso anno, dalla Gen Art Styles International Design Competition per la categoria Eveningwear.

Divisa tra due città molto differenti, come Londra e San Francisco, riesce comunque a gestire il suo brand e a insegnare persino all’Academy of Art’s Fashion BFA & MFA.

Nell’autunno-inverno 2011 la designer decide di sviluppare una collezione differente rispetto a quella del 2008, costituita soltanto da accessori: cappelli chic, da cocktail e sciarpe in seta stampata con motivi che ricordano i preziosi foulard di Emilio Pucci.

Alcuni cappelli come i modelli Windsor Pillbox e Becket Knot sono realizzati in collaborazione esclusiva con la cappellaia inglese Laela Barnard. Bianco, celeste, rosa, verde acqua, grigio e lilla, sono i colori più evidenti, ma è presente anche l’inaspettato nero come nella sciarpa del modello Savoy e nel cappello Zeppelin Disk.

Nonostante i numerosi impegni la nostra designer riesce a sostienere anche un’importante iniziativa: il ricavo di ogni sciarpa venduta viene devoluto in beneficenza al centro di San Francisco, St. Vincent de Paul Society Riley , per donne e figli maltrattati.

Con 50 dollari si copre la spesa delle sessioni di consulenza per 5 donne maltrattate e con 75 dollari si dà la possibilità a una donna abusata di trascorrere una notte nel rifugio. Con oltre 300 volontari, il St. Vincent de Paul Society Riley è il più grande rifugio che ospita e supporta donne che subiscono violenze domestiche nell’area di San Francisco. Ogni anno il centro ospita 1400 donne e bambini (purtroppo il 60%) offrendo diversi servizi come alloggi di transizione e programmi d’istruzione.

Louisa dimostra così di affrontare con serietà, passione e convinzione sia il lavoro di stilista sia l’impegno solidale.

www.louisaparris.com