London College of Fashion Graduation Show

I fashion show organizzati dagli istituti di moda sono sempre un’occasione interessante per poter scovare non solo idee geniali, ma anche nuove voci. Giovani creativi che si affacciano con determinazione e forza sul fashion system mondiale grazie anche alla risonanza che questi eventi hanno, soprattutto, nel mondo del web.

Giovedì sera a Londra nella Raphael Gallery del prestigioso Victoria & Albert Museum si è tenuto il MA Graduation Show del London College of Fashion e, come spesso accade quando si parla di Inghilterra, l’attenzione è tutta puntata sui creativi. Le aspettative sono alte. Dal graduation show emerge un mood minimale caratterizzato da una forte compenetrazione tra generi. C’è stata grande attenzione sulle stampe, sui materiali e sui ricami che compaiono sia nel menswear che nel womenswear. L’estrosità degli ultimi anni sembra attenuarsi per confluire in un’eleganza e in una ricercatezza davvero intrigante. Molti dei designers hanno preso spunto da diversi elementi stilistici del mondo orientale mentre altri hanno fatto dell’essenzialità e del purismo il loro punto cardine.

Tra tutti alcuni però hanno attirato la nostra attenzione e vale davvero la pena di presentarveli. La prima è Xianfen Gu. Ha aperto lo show con la sua collezione donna che fonde la sartorialità tipica di Savile Row con il misticismo dell’estremo oriente. Completi giacca e pantalone tagliati al laser e caratterizzati da stampe fotografiche rosso sangue. Altri elementi interessanti sono l’asimmetria, che compare nelle chiusure e nella struttura base di molti capi e la grande attenzione per i ricami che decorano i capi finali e l’abito rosso di chiffon plissettato.

Charlotte Simpson trae ispirazione dalla bravura di Phoebe Philo e dal suo famoso minimalismo. La collezione della giovane inglese si basa tutta sulle tonalità del beige, del rosa antico, del marrone e del bianco. Le forme sono cadenti ed allungate, morbide ma estremamente essenziali. Femminilità elegante e seriosa trasuda dalle tute, dai morbidi pantaloni e dai lunghissimi abiti. La collezione è calda, avvolgente e luminosa in alcuni punti grazie soprattutto ai tessuti utilizzati.

Con Emily Seul Ki Uhm arrivano i colori. Anche qui sono presenti giacche lunghe dal taglio maschile che, spesso e volentieri, si trasformano in lunghi abiti dai revers sottili. Le tonalità sono forti, azzurro, fucsia, arancio, verde e bianco. Tutta la collezione è percorsa da decorazioni a righe, pois e griglie in rilievo che movimentano le linee rigorose dei capi. Le trasparenze sono un di più che completano gli abiti allungando il tutto fino ai piedi.

Melanie Anayiotos porta il drappeggio su tessuti grigi, dorati e neri. Si respira più matericità sebbene persista il minimalismo che accomuna molti dei progetti presentati. Arricciature, pences e pantaloni larghi che cadono morbidi sulle caviglie. Capi spalmati con oro o total black. Cappotti oversize con dettagli in tono. Non c’è nulla al di sopra del ginocchio, si copre la maggior parte del corpo utilizzando anche timide trasparenze.

Questi sono solo alcuni dei nomi emersi dalla sfilata del London College of Fashion. Sono stati infatti ventitre i giovani creativi presenti all’evento. Confidiamo in loro per vedere finalmente qualcosa di nuovo nella moda.