The Black Keys: il live a Milano

L’attesa era alle stelle, il concerto sold out da qualche mese e noi di Enquire, soltanto grazie alla destrezza della nostra Fashion Editor, Lucilla Spagnuolo, siamo riusciti ad accaparrarci due biglietti. Stiamo parlando dei Black Keys e della loro unica data milanese all’Alcatraz, per promuovere El Camino, l’album uscito lo scorso dicembre e da noi già recensito.

Risultato? “Mixed up reviews”, o per dirla in italiano, recensioni (e quindi, pareri) contrastanti. Si sa, le aspettative – spesso – non aiutano a compensare l’attesa, e così accade che questo live dei Black Keys, se pur ineccepibile da un punto di vista tecnico, abbia giocato come unica carta quella della formalità.
Sia chiaro, sin dalle prime note, i sostenitori più fedeli saltavano cantando a squarciagola ogni parola della discografia del gruppo americano, ma la scaletta non aiutava, soprattutto per quelli che, accorsi con la curiosità di chi ha letto le recensioni entusiastiche d’oltreoceano, si sarebbero aspettati un pathos diverso col pubblico.
Si parte quasi in ordine cronologico rispetto alla produzione discografica del duo, con pezzi appartenenti ai precedenti album, salvo qualche eccezione (Run Right Back, Dead And Gone e qualche altra “novità” che si confonde con i vecchi brani), per poi continuare con la formula che vuole i nuovi pezzi buttati qua e là nella scaletta, e quindi offuscati dal materiale più conosciuto.
L’esplosione vera e propria si è avuta con Lonely Boy, singolo di lancio di quest’ultimo album e pezzo dall’indiscutibile appeal radiofonico. Il coro di apprezzamento diventa qui unanime, con la folla che finalmente palesa il proprio consenso fisico, agitandosi con passione.

Piccola nota.
A far da spalla ai Black Keys, quasi in totale anonimato, c’erano i Portugal. The Man, con i quali abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere, e ai quali è andato il nostro apprezzamento per aver aperto un concerto bello ma non totalmente entusiasmante, con i brani del loro nuovo album, In The Mountain In The Cloud, che vi consigliamo assolutamente di ascoltare.
Foto di Francesco Prandoni.