L’arte di Maryam Keyhani avvolge il collo

“L’abito non fa il monaco”, un detto vecchio come il mondo, ma opinabile. L’accessorio invece sì, eccome! L’accessorio fa la personalità di chi lo indossa. La conferma viene direttamente dalla jewellery designer Maryam Keyhani, che non esce mai di casa senza una collana pazzesca, posizionata in bella vista sull’immancabile blazer nero. Un gioiello dei suoi, of course.

Classe 1982, una formazione da pittrice. La voglia di vedere realizzate in concreto le sue idee su tela la porta a diventare creatrice di una linea che, per ora, comprende solo due collezioni; un esordio di tutto rispetto, considerando l’attenzione ricevuta da magazines come Vogue o stores globali quali LuisaViaRoma, Corso Como e Frank Et Fils.

Pioniera della gioielleria, autodidatta, di una sensibilità a metà tra il maschile ed il femminile, con una vera e propria ossessione per i colletti da uomo e le nappine da tenda ornamentali, acquistate al vintage store Gadabout. Con il presupposto che lo stile “è fatto dalle persone eccentriche, il cui carattere traspare dal loro modo di abbigliarsi”, si spiega la sua simpatica mania di spiare su Google gli acquirenti, dopo gli ordini ricevuti via mail tramite info@maryamkeyhani.com.

L’ispirazione incessante, durante la fase del disegno, le sopraggiunge dai sogni ad occhi aperti e dai viaggi nei quattro continenti. A Firenze nasce l’amore per l’artigianato ed il lusso, dai mercatini delle pulci di Berlino arrivano le strepitose penne e da Parigi, oltre ad un corso d’illustrazione di moda, il tratto femminile ed elegante. Letteralmente ossessionata dal bozzetto, lo studio di Keyhani a Toronto è quasi sommerso da schizzi che magicamente prendono vita in una collezione A/I 2011-12 composta di ventinove pezzi, alcuni dei quali richiedono anche dodici ore di lavoro ciascuno.

Un prodotto che nasce dalla pura fantasia e passa alla manipolazione, quasi come una scultura, attraverso soluzioni tecniche di portabilità studiate appositamente. E così, partendo da un moodboard etereo, la designer mixa classicismo ed avanguardia in un approccio artigianale ed intimo: la sua sperimentazione, attraverso l’utilizzo di penne, pelle e catene cambia perciò la nozione di arte, originando monili che colpiscono l’occhio con grazia e fare leggiadro ma ognuno con una precisa storia.

Dettagli di pelle arrotolata si combinano a svolazzanti penne nere, cipria e marrone, cinti da catene in oro rosa, in un design ispirato alle dee della mitologia, che si distingue per raffinatezza e ricerca di una bellezza senza tempo, sorpassando i limiti stagionali.

A proposito di stagione, con la primavera alle porte, ci aspetta una nuova collezione tutta influenzata dai ritratti femminili di Ingres: non ci resta che curiosare in anteprima su maryamkeyhani.com.