Non solo di note: Quakers & Mormons

I Quakers & Mormons nascono nel 2009 a Bologna grazie alla folle e geniale creatività di Maolo Torreggiani, già voce del gruppo My Awesome Mixtape, che non ha bisogno di presentazioni, e dalla collaborazione con Riccardo “Rico” Gamondi degli altrettanto conosciuti Uochi Toki.
I Q&M sono un gruppo di musica hip hop sperimentale che mescola il rap con archi, fiati e musica klezmer.
Conoscendo la sua grande passione per la cucina, abbiamo invitato Maolo per un’intervista culinaria e per farci raccontare del progetto dei Quakers & Mormons.

Tra una chiacchiera e l’altra, trascorriamo un piacevole pomeriggio mentre lui prepara Apple pie e Pancake (non a caso due dolci che appartengono alla tradizione gastronomica americana, la cui musica hip-hop influenza artisticamente Maolo).

Raccontaci come è nato questo progetto.
I Quakers & Mormons sono nati essenzialmente da una mia esigenza personale. Era un periodo in cui con i My Awesome Mixtape suonavamo poco e alcuni dei componenti erano impegnati in altri progetti musicali.
Ho iniziato a comporre dei pezzi di matrice hip hop, poiché in quel momento avevo voglia di “rappare”.
Il nome Q&M nasce da una gag, legano bene insieme e fanno riferimento ai Quaccheri e Mormoni per quanto riguarda l’immaginario sacro e dissacrante allo stesso tempo.
Il nome dell’album Evolvotron cosa significa?
È una parola inventata che deriva dal termine “evolution”. Mi piace inventare delle parole nuove, Evolvotron è la commistione di evolution con qualcosa che rimanda al concetto di meccanico o macchinoso.
Sempre in riferimento all’album, come nascono le tue canzoni?
La musica nasce dal campionamento di pezzi musicali che per la maggior parte appartengono ad un compositore degli anni 40, Moondog , un personaggio molto particolare che suonava per le strade di New York vestito da vichingo con strumenti musicali ,per lo più a percussione, costruiti da lui stesso.
Non sono l’unico ad usufruire della musica di Moondog, ci sono anche gli Hobocombo che eseguono delle cover dei suoi brani. Io invece campiono alcuni estratti delle composizioni di Moondog e poi li rivisito.
Mi occupo sia dei testi che della musica, mentre nella fase di produzione interviene Rico dei Uochi Toki che “distrugge” tutto per poi ricomporre il mio lavoro.
La stesura dei testi è spontanea e affidata all’improvvisazione senza alcuna logica partendo da alcune immagini.
In genere inizio dalla musica e concludo con i testi. Essenzialmente parto dai ritornelli che sono per me immediati.
Cosa racconti nei tuoi testi? Abbiamo colto molte metafore e non è affatto semplice interpretarle.
Racconto tante storie tutte diverse e strampalate. Racconti borderline che parlano di attrici che cambiano genere di appartenenza, passando dalla commedia alla prosa, oppure storie di suicidi e  storie che riflettono il tema della morte. Sono testi molto personali difficili da cogliere ed è difficile farli cogliere perché c’è un elemento aggiuntivo: la lingua inglese. Penso che se i miei pezzi fossero cantati in italiano riuscirei a raggiungere un maggior numero di persone.
Pensi che in futuro canterai mai in italiano?
Assolutamente no! Io e l’italiano non andiamo proprio d’accordo, non c’è alcun sodalizio musicale.
Quando uscirà il nuovo disco?
A breve, pensavo a Febbraio anche perché al momento il master definitivo non è ancora pronto.
Sto valutando per un’autoproduzione per quanto riguarda la stampa. Dato che è un progetto molto intimo e personale pensavo di collaborare con mio fratello rifondando una sua vecchia etichetta: Anemic Dracula.
Il titolo del nuovo album sarà Funeralistic.
Se non avessi fatto il musicista, cosa avresti fatto nella vita?
Credo sia abbastanza ovvio: il cuoco, in realtà lo sono già (intanto impasta farina, uova e zucchero n.d.r).
Come nasce la tua passione per la cucina?
Intorno ai 16 anni, mentre a 18 anni dopo il liceo ho fatto l’aiuto cuoco per un mese presso Casa Monica, un ristorante di cucina innovativa di Bologna. All’epoca ero giovane per cui il lavoro mi risultava pesante, e così l’ho abbandonato. Dopo 2 anni di studi universitari in Filosofia ho deciso di abbandonare la facoltà per dedicarmi alla musica. Per un periodo ho fatto il cuoco a domicilio e mi sono occupato del catering di alcuni music club. Ho sperimentato molto con il cibo, ma attualmente mi dedico alla cucina tradizionale perché ritengo sia importante conoscerne le basi.
Raccontaci dei tuoi progetti culinari.
Da circa un anno insieme ad un amico ,Lidio, anche lui musicista, in arte Shiva Bakta, abbiamo creato un blog di cucina: www.indiecook.wordpress.com
L’idea è nata quando ho letto una ricetta che Lidio aveva postato sul suo blog, così gli ho proposto di crearne uno per musicisti. Mi occupo anche di una rubrica culinaria a nome Indiecook della durata di 5 minuti per la trasmissione radiofonica Area 51.
Tre oggetti che ti descrivono.
Naturalmente si tratta di tre oggetti da cucina a cui non posso rinunciare:
Coltelli, perché sono una persona tagliente nel dare giudizi e sulle decisioni da intraprendere.
Fruste, perché distruggono qualsiasi tipo di grumo ed io sono una persona dal forte imprinting distruttivo. La creazione per me inizia da un processo di distruzione.
Termometro da zucchero, è uno strumento molto preciso, proprio come me visto che sono molto pignolo.

Apple Pie

350 gr. farina
250 gr. zucchero
150 gr. fecola
200 gr. burro
2 uova
1 pizzico di sale

1 velo di marmellata

3 mele tagliate a fette sottili

Unire alla farina la fecola, lo zucchero, il burro, le uova, il sale ed il lievito. Lavorare l’impasto fino a quando non risulta omogeneo, avvolgerlo in una pellicola trasparente e lasciarlo riposare in frigo per circa mezz’ora.

Una volta che l’impasto è pronto si può stendere in una teglia e passare sopra un velo di marmellata per evitare che si asciughi durante la cottura in forno. Dopo 5 minuti di cottura a 200 gradi si possono disporre le mele tagliate a fette alte circa mezzo centimetro. Infornare nuovamente per circa mezz’ora e a fine cottura si può spolverare sopra della cannella.

Pancakes

160 gr. farina autolievitante

50 gr. zucchero

160 gr. latte

1 uovo

1 cucchiaio di lievito in polvere

Si mescolano tutti gli ingredienti e si lascia riposare per circa un’ora a temperatura ambiente.

Si fa riscaldare una teglia antiaderente e con un mestolo si prende un po’ di impasto che non deve essere troppo liquido. Cuocere da entrambi i lati e servire con sciroppo d’acero.

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