Una nuova femminilità: Beatrice è una stronza

La donna perfetta non esiste. Forse non è mai esistita.

Dante si innamora di una Beatrice, probabilmente idealizzata. Il rischio è scoprire che si tratti di una donna normale, come tutte noi: una donna che respira, suda e ha le carie.

Bellissima, affascinante, eterea, immacolata. Siamo veramente certi che si trattasse di una tal figura?

Ammesso e non concesso, nei prossimi giorni, aprirà i battenti una mostra che decide di indagare proprio questo quesito.

Le artiste coinvolte sono Annalisa Venturini e Silvia Berton.

Annalisa è una creatrice di bambole mantovana, una delle prime iperrealiste italiane a ricevere riconoscimenti anche all’estero.

Forte di una tensione emotiva che scaturisce dal bisogno di rinascita, accetta la sfida di un cambiamento drastico in favore di una destrutturazione interiore che si rifletterà anche nelle sue opere.

Protagonista di numerose esposizioni nel corso degli anni, è stata ospite a New York, Chicago, Parigi, Mosca e San Pietroburgo.

Silvia invece, fotografa, è una veneta terribilmente irrequieta. Indaga, vuole scoprire e scoprirsi.

Un occhio dissacrante il suo che alza il velo platonico e sa riconoscere il bello in ciò che è reale.

Vancouver, Nizza, Brescia, Mantova e ora, Milano. Silvia non ha intenzione di fermare la sua inchiesta tutta al femminile.

Il titolo della mostra è, non a caso, Beatrice è una stronza.

Vi invitiamo a scoprire il percorso di queste due artiste: un’indagine sul pudore, la femminilità e le emozioni dell’essere donna.

Info: dal 26 gennaio al 17 febbraio presso l’Atelier abc, C.so Como 5, Milano.