Unplugging in New York with Canyon Castator

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Surfando nel web, si sa, spesso si scovano eventi interessanti, personaggi cool ma ancora sconosciuti, nuovi magazine o libri in pubblicazione, band emergenti e così via. Un link tira l’altro ed eccoti catapultato da Parigi a Londra, da New York a Sidney.
Nel nostro “facciocose, vedogente” internettiano, ci siamo imbattuti nel Brooklyn Night Bazaar, un enorme mercato che ha luogo in posti sempre diversi del popoloso burough newyorkese e che ospita più di cento espositori, numerosi artisti, designers, video-makers e ancora chef, live music e dj set (per non farsi mancare proprio nulla).
Nell’ultima edizione, tenutasi il 15/16/17 dicembre scorso, aveva il suo stand anche un certo Canyon Castator che, fra tutti, ha destato la nostra curiosità.
Canyon ha 22 anni. Canyon dipinge. Canyon skata. Canyon fa tatuaggi e quelli più “stupidi”, home-made, realizzati sugli amici-cavie-vittime, li ha raccolti in una zine dal titolo Untitled- Ink on Skin, edito in 400 copie. Poliedrico, multiforme, forse semplicemente giovane e libero di fare quello che gli piace, in una città come New York in cui puoi fare (ed essere) tutto quello che vuoi.
Gli abbiamo rivolto qualche domanda e lui- ben lieto- ci ha risposto con acuto disincanto.

Pittore, tatuatore, skater. Chi è Canyon Castator?

Un work in progress.

“21 year old degenerate painting contemporary portraits”. Puoi spiegarci il significato di questa descrizione?

No.

Come hai iniziato?

Mio padre è un artista. Lui lavora principalmente nella scultura ed è incredibilmente sperimentale. Mi ha fatto disegnare fin da quando ero molto piccolo. Fornendomi gli strumenti necessari, mi ha insegnato come “vedere” e poi ha lasciato che imparassi a disegnare.

Dando un’occhiata ai tuoi dipinti, rivedo qualcosa di Egon Schiele e qualcosa di Edward Munch. Cosa ti ispira?

La mia reazione iniziale a Schiele fu incredibilmente potente. Fu mia zia, durante il mio soggiorno in Florida da lei, a farmi conoscere le sue opere. Aveva riconosciuto una simile sicurezza della linea nei miei lavori, visto che inizialmente disegnavo a penna ed inchiostro senza fare nessuno sketch preliminare. Non avevo idea del perché la gente facesse arte prima di aver visto le sue opere,  questo me l’ha fatto capire senza alcuno sforzo. È stato dopo quel viaggio che ho iniziato a dipingere. Recentemente ho reso omaggio alla sua incessante ispirazione tatuandomi un suo disegno fra le costole e lo stomaco. Sono sempre alla ricerca di una nuova ispirazione, una nuova interpretazione delle idee. Ultimamente ho dato un’occhiata alle stampe di Jim Dine.

Hai già esposto i tuoi lavori?

In questo momento mi sto preparando per la mia prima personale di pittura. Ken Farmer, direttore creativo di Nuit Blanche New York, sta curando la mostra.

Parliamo della zine “Ink on Skin”. Come è nata?

La zine, “Untitled, Ink on Skin”, è stata un’opera in collaborazione che documenta quattro anni di tatuaggi fatti in casa. Mentre da una parte mostra la furtiva cultura dei tatuaggi D.Y.I., è contemporaneamente un forum del mio personale sviluppo di questa tecnica. Uno dei designer del libro, Richard Angus Duff, appare frequentemente senza camicia, sfoggiando ostentatamente un nuovo tatuaggio. Il libro è stato stampato in New Jersey. Potevo andare in stamperia e incontrare il responsabile, supervisionando il progetto. Era felice di rimboccarsi le maniche e mostrarmi i suoi consumati tatuaggi militari.

Il tuo stile di tatuare è molto lontano da quello dei tuoi dipinti. Come combini queste due espressioni artistiche?

Li vedo come due veicoli molto separati. Se avessi tatuato al fine di riprodurre la pittura, anche la mia stessa pittura, sarebbe stata una falsificazione del mezzo. Il soggetto e l’intenzione dovrebbero abbellire il processo nel quale è stato creato.

La cultura D.I.Y. è di nuovo di moda, ci si fa sempre riferimento oggi (la tua zine è un esempio). Sei un “doityourselfer” anche tu?

Sto imparando da solo a dipingere con i colori ad olio. Lavoro costantemente per allargare la mia conoscenza della pittura. È gratificante e continuo ad aggiornarmi attraverso un’educazione unica ed autodidatta. Avere un buon senso di umiltà è la chiave di ogni impresa D.I.Y.

Sei veramente giovane- hai solo 22 anni. Cosa vuoi fare da grande?

Non credo di avere alcun controllo su questo. Crescere così vicino ad un artista mi ha incredibilmente tolto la voglia diventarne uno. Perché qualcuno vorrebbe lavorare così duramente per ottenere così poco? Farsi in quattro, andare avanti e indietro lavorando su qualcosa finché ti soddisfa per poi ricevere il semplice stop di qualcuno, che gli dà una breve occhiata e gli mette sopra un’etichetta di classificazione. Mio padre l’ha fatto perché doveva. Non aveva voce in capitolo. A me piacerebbe fare qualcosa di più facile, l’avvocato o qualcosa del genere, ma per ora posso fare solo quello che la mia personalità mi permette di fare. Non so se cambierà.

Hai qualche programma per il tuo futuro (immediato)?

Andare al bar.

Credits:

All the pictures are courtesy of Canyon Castator

The painting is “Untitled” Oil on Linen, 60″X36″. 2012. Courtesy of Canyon Castator

The tattoo is “Rich”, Ink on Skin. 2012. Courtesy of Canyon Castator