Un tè con gli Still Corners

L’incontro tra il musicista americano Greg Hughes e la cantante Tessa Murray ha dato vita al progetto Still Corners che, con l’album Creatures of an Hour, vuole riportarci alle atmosfere evocate dall’opera di Ennio Morricone. Abbiamo avuto il piacere di intervistare proprio Greg Hughes il quale, nel raccontarci proprio la musica di Morricone, finisce involontariamente per descrivere una caratteristica del progetto Still Corners: canzoni cinematografiche che possono stare benissimo anche senza un film da accompagnare.

Per iniziare, presentati a tutti gli italiani che ancora non ti conosco.

Ciao, sono Greg e sono autore e produttore degli Still Corners.

Il vostro progetto è quasi cinematografico. Come è nato e quali sono state le vostre fonti di ispirazione?
Anni fa mi è stato regalato un cofanetto intitolato “Mondo Morricone”. In realtà me l’aveva prestato un amico, ma è andata a finire che è rimasto con me per diversi anni. Me ne sono totalmente innamorato. Ho capito che quella era la musica più bella che avessi mai ascoltato e sapevo che era stata realizzata per film e progetti visuali, ma quelle canzoni sembravano funzionare alla perfezione anche da sole, senza accompagnare dei film. Sono stato ispirato da quella musica così come da altra musica per il cinema di Angelo Badalamenti e dalla suggestione e la vibrazione dei film di Hitchcock e John Carpenter. Sto scrivendo solo delle canzoni, ma cerco di catturare quell’atmosfera con la musica. Tessa ha una bella voce che si abbina perfettamente al tutto.

Il vostro sound è lunare e malinconico, ma tu come lo descriveresti?
L’ultimo cd, Creatures of an Hour, è scuro e malinconico perché molte delle canzoni hanno a che vedere con un brutto periodo che ho attraversato. È un disco di quel momento della mia vita e così a volte è un po’ dark, ma ci sono anche brani sull’amore e sulla speranza. Credo che sia carino e che porti con sé un’atmosfera misteriosa.
Ascoltando la vostra musica percepisco un’aria di creatività che mi ricorda band come i Röyksopp e cantanti nello stile di Imogen Heap. Se doveste consigliare altre band alle persone che vi apprezzano, quali sarebbero?

Alcune delle band che provengono dalla nostra stessa geografia musicale potrebbero essere Cocteau Twins, Broadcast, The Bird and the Bee, Nancy Sinatra, e i primi Goldfrapp.

Per una band come la vostra le atmosfere sono fondamentali. Quale paesaggio potrebbe descrivere la vostra musica?

Quello che si vede camminando attraverso un parco in autunno, con le foglie che scricchiolano sotto i piedi.

Come avete lavorato ai brani di Creatures of an Hour?

Ho suonato, registrato e mixato tutto il disco, e Tessa ha cantato. L’abbiamo fatto in un piccolo studio che ho a Londra. Le canzoni vengono fuori con poco, un passaggio d’organo o un ritmo del basso. Sempre in cambiamento. Se qualcosa avesse catturato il mio orecchio Tessa mi avrebbe seguito e avremmo lavorato alla parte vocale o alla melodia, i testi sarebbero venuti dopo. La maggior parte dei pezzi sono presi da demo che ho scritto per un periodo lungo due anni, poi mi ci sono voluti sei mesi per registrarli nuovamente.

Creatures of an Hour sembra un grande inizio per un grande progetto. Cosa ti aspetti dal vostro futuro?

Più lavoro, canzoni e tour!

Come vivete l’esperienza live? Andrete in tour?

Ci siamo appena trovati a fare un mese negli Stati Uniti e poi in giro per l’Europa tra festival quali Primavera, Le Guess Who e Autumn Falls. Amiamo suonare e incontrare nuove persone.

Grazie per la vostra pazienza e tanti complimenti per il vostro Creatures of an Hour!
Grazie per aver pensato a noi.