La Sartorialità Unisex di 1205 by Paula Gerbase

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Paula Gerbase, brasiliana di nascita e inglese d’adozione. Nomade e creativa, maniaca del dettaglio, del tessuto e delle costruzioni sartoriali. Dopo la Central St. Martins entra nel mondo della sartoria maschile all’interno del quale cresce e sviluppa un forte senso estetico legato fortemente alla tradizione sartoriale inglese. Porta avanti una concezione stilistica unisex attraverso il suo marchio 1205. L’abbiamo conosciuta e abbiamo scoperto il suo fantastico mondo.

Quando hai deciso di diventare una designer?
Non penso di aver mai scelto consapevolmente di diventare una designer, solamente non ho mai considerato di fare nient’altro. Sono un’osservatrice dall’infanzia e ho sempre avuto una grande sensibilità per i dettagli del cibo, dei colori, dei profumi, dell’ambiente urbano e ovviamente anche degli abiti.

Quando hai deciso di lasciare Savile Row e iniziare il tuo marchio?
Ho studiato Womenswear alla St. Martins ma, allo stesso tempo, stavo cercando un altro tipo d’insegnamento e così ho iniziato un apprendistato presso il Womens Tailoring atelier di Hardy Amies mentre ancora stavo studiando. Da qui ho poi iniziato a lavorare presso Kligour, anch’esso a Savile Row, dove ho imparato come tagliare e costruire gli abiti. Il contrasto tra l’ambiente creativo, tipico della St.Martins, e il mondo così severo e rispettoso delle botteghe sartoriali mi ha fatto bene e ancora adesso mantengo questa impostazione. Ho lavorato per cinque anni come Head Designer presso Kilgour (ho iniziato mentre ancora stavo studiando alla St.Martins) e poi ho sentito che era tempo di iniziare un progetto all’interno del quale mi fosse possibile riversare tutta la mia conoscenza ed esperienza, tornando anche alle mie radici, al Womenswear. L’idea iniziale era di fare una capsule collection sartoriale e unisex. 1205 è iniziato da qui e io continuo ad esplorare le linee tra femminile e maschile giocando con i tessuti, le texture, i tagli e le proporzioni.

Qual’è stato il primo passo fatto una volta iniziata l’esperienza 1205?
La cosa più importante è stata sviluppare la collezione e capire esattamente cosa volevo esprimere. Ho sempre avuto una visione chiara di come volevo fossero gli abiti. Il passo successivo è stato quello di iniziare tagliando e definendo le silhouettes, le forme e le proporzioni in modo che queste onorassero al meglio il mio background sartoriale. Volevo anche che queste linee fossero complementari per i corpi maschili e femminili per dare un maggiore aspetto unisex alla collezione.

Perchè hai scelto il nome 1205?
1205 è semplicemente la mia data di nascita (sono nata il 12 Maggio). Per me questo significa inizio, il principio di qualcosa di nuovo. Volevo un nome che fosse sempre uguale aldilà delle lingue e che, per questo, potesse diventare familiare a tutti con facilità familiare. L’anonimato che comporta l’utilizzo di un nome formato da solo quattro cifre mi piace perchè il marchio non deve parlare di me, deve essere parlare puramente di abbigliamento.

Come hai progettato la collezione?
Come sempre tessuti, tagli e proporzioni giocano un ruolo importante nel mio processo progettuale. Io vedo la collezione nella sua interezza come se vedessi uno spettro. Da un lato ci sono i pezzi più maschili e dall’altro ci sono quelli più femminili, nel mezzo c’è la vera fusione tra i due. Questo processo mi permette di scegliere come giocare con le proporzioni o con le textures, con i dettagli come se mi muovessi costantemente tra l’uno e l’altra. Questo significa che non esistono reali barriere tra menswear, womenswear e la parte unisex della collezione è una cosa che decide l’osservatore.

Che cosa ti ha ispirato?
L’idea per la collezione invernale 2012 è nata pensando alla mia infanzia passata negli Stati Uniti. Vivevamo nel Maryland vicino a delle comunità Amish e, spesso, nei fine settimana pranzavamo nelle case Amish. Il loro modo di vivere mi ha sempre affascinato e la loro estetica così tradizionale e minimale mi ha attratto. La semplicità di quei luoghi e il loro stile di vita ha ispirato la collezione che è stata prodotta con tessuti fatti a mano come l’Harris Tweed e lo Swiss.

Raccontaci qualcosa approposito di questa collezione, è la tua prima collezione con il tuo marchio ed è un inizio importante.
Il capo più rappresentativo della collezione invernale 2011 è lo Shawl Collar Blazer, allo stesso tempo esemplare dell’estetica di 1205. L’attenzione per tessuti tradizionali, ma lavorati con dettagli e tagli puri, rappresenta a pieno il concetto del marchio e proprio per questo può essere indossato sia da uomini che da donne. Il blazer è in Herris Tweed o in tessuti misto di lana, entrambi sfondamentali per la stagione.

La tua esperienza lavorativa si situa nella sartoria, la più tradizionale. Cosa pensi del fenomeno fast fashion e di aziende come Zara e H&M?
Ho sempre lavorato nel frangente più artigianale del settore abbigliamento quindi non ho familiarità con il fast fashion. Il mio modo di progettare è focalizzato su tagli ragionati, qualità dei tessuti, dettagli e costruzione.Penso che Zara e H&M abbiano uno scopo, ma sento che abbiano messo troppa pressione nel timing e nel ricambio dei prodotti. Con stagioni così variegate e con prodotti sub-stagionali (le cosidette collezioni flash n.d.r.) diventa molto difficile per chiunque voglia realizzare capi di abbigliamento di qualità e sviluppare nuove idee. La cultura del fast fashion ha contagiato anche i piani più alti dell’industria. Ho lavorato come consulente per molti marchi e sfortunatamente sembra che la progettazione di un’identità individuale e lo sviluppo di prodotti di qualità venga messa da parte in favore di una più facile e sicura strategia giudata solo dai margini di profitto. Non penso che questo tipo di atteggiamento porti alla realizzazione di prodotti senza tempo né alla concretizzazione di nuovi concetti e idee.

Quali sono gli elementi ispiratori della prossima stagione?
Nella collezione primavera/estate 2012 ho cercato di iniettare un pò di movimento. Ho utilizzato alcuni tessuti classici dello sportswear ma maneggati in modo molto formale. Avremo quindi una gonna formale di polyestere perforato super leggero, o una giacca tuxedo in felpa. Tutta la collezione è incentrata sull’inserimento di texture o dettalgi inaspettati o all’interno di abiti sartoriali classici. La collezione verrà presentata a Parigi nel nostro showroom durante la settimana della moda. Anche l’inverno 2012 verrà presentato a Parigi.

I progetti futuri?
Siamo quasi pronti per presentare la collezione invernale 2012 a Parigi e a sviluppare la prima linea di accessori in pelle. Stiamo anche continuando a lavorare per sviluppare dei workshops a Londra ed è un progetto in corso. Tutti i prodotti 1205 sono fatti a Londra e questo è un elemento importante che fa parte della nostra estetica e che sono ansiosa di sviluppare sempre di più.

www.1205.eu