En Roco: né uomini né ragazzi

Né uomini né ragazzi è il nuovo lavoro degli En Roco, il gruppo genovese attivo dal 2001, anno di pubblicazione del primo EP. Genova è anche la città in cui strimpellano i primi accordi e in cui lavorano al loro primo LP, Prima di volare via, del “lontano” 2003. Da allora ne hanno fatta di strada, cercando un proprio stile, valutando alcune sperimentazioni e approdando ad un quarto album in studio con una maturità percettibile ed un sound che si è stabilizzato nel tempo, trovando nel cantautorato la propria dimensione ideale.

Uscito lo scorso novembre, il disco ha un titolo dal significato chiaro: Né uomini né ragazzi, quasi a voler sottolineare la loro insofferenza nel sentirsi limitati da etichette che non li rappresentano in maniera esaustiva. Gli En Roco però non ricorrono a sintetizzatori, campionatori, drum machine o sequencer, il cui utilizzo è diventato decisamente inflazionato tra le band italiane, quindi possiamo affermare che c’è – da parte loro – una necessità vera e propria di rappresentare le voci “fuori dal coro”.
Questi quattro ragazzi sono affezionati al rock puro, un sound intramontabile che non risentirà mai del passare degli anni e delle tendenze che scandiscono le differenti epoche musicali. Si avverte l’influenza della melodia italiana, quella dei testi semplici, priva di trascendentali giri di parole o cripticismi di alcun tipo, come anche del pop inglese, senza perdere di vista i grandi gruppi del passato. Nonostante questo, gli En Roco riescono  perfettamente a mettere in chiaro la loro personalità.
E se non siete ancora convinti, potete ascoltare il primo singolo tratto dall’album, Nell’acqua, brano che alla fine di questo 2011, segnato da disastrose calamità naturali e alluvioni che hanno messo in ginocchio buona parte dell’Italia, acquisisce un senso ancor più profondo, a testimonianza del fatto che la bella musica è quella che ha qualcosa di concreto da dire.

Stesso discorso per pezzi come Un inverno per noi, Non dimentico e In favore del vento, dove l’immediatezza è di casa, ma non la mancanza di domande esistenziali che ben si sposano col titolo.