The UNHATE DOVE from Benetton for Peace

Il 14 dicembre scorso è uscito l’ultimo numero della rivista TIME. La copertina di dicembre è quella più importante poichè viene dedicata solitamente ad un personaggio emblematico che si è contraddistinto, in qualche modo, durante l’anno. La cover in questione non è stata deicata, ad esempio a Steve Jobs, fondatore della Apple deceduto il 5 Ottobre, ma ad un personaggio simbolico, The Protester (il Manifestante n.d.r.). Una decisione azzardata, fuori dagli schemi e decisamente rappresentativa degli avvenimenti accaduti durante il 2011. Anno particolarmente denso di lotte e di rivoluzioni. Anno in cui i giovani sono diventati i veri protagonisti. Dalla liberazione della Libia, terminata con l’uccisione di Gheddafi, alle rivoluzioni scoppiate in tutto il medio oriente fino agli Indignados. Giovani, ribelli e stanchi, le azioni di tutti sono emblematiche di una situazione di crisi e di insoddisfazione globale.

Per sottolineare questo momento di transizione importante nella vita del popolo libico, la fondazione UNHATE di Benetton ha voluto donare alla città di Tripoli un’opera d’arte davvero simbolica, una colomba rivestita interamente da 15.000 bossoli raccolti nei punti critici di tutto il pianeta. Una colomba, chiamata UNHATE DOVE, un simbolo di pace fatto proprio di quel piombo sparato per uccidere. L’opera d’arte realizzata da Fabrica è stata donata il 24 dicembre, in occasione della Festa Dell’Indipendenza, ricorrenza vietata da ben quarantadue anni.

Per recuperare i “rifiuti di guerra” che costituiscono la scultura, la fondazione si è avvalsa dell’aiuto della rivista COLORS, sempre parte del gruppo Benetton, che ha esortato chi vive in zone colpite dalla piaga della guerra – e non solo – a raccogliere i bossoli lasciati dopo i conflitti e le spaatorio per esprimere un senso di forte, profonda stanchezza e di disperato bisogno di pace e tranquillità.

Un’azione che rappresenta un grido d’aiuto e un’esortazione a cessare le ostilità e le morti. Contemporaneamente a questa iniziativa COLORS ha dedicato il suo ultimo numero proprio a questa iniziativa intintolandolo CON AMORE. Dal cuore rivestito di bossoli alle storie raccontate al suo interno anche COLORS ha voluto dare voce alle storie di ragazzi e adulti insoddisfatti, delusi e imprigionati – in senso lato o letterale – che cercano con ogni mezzo una via per acquistare la libertà, per se stessi e per il proprio paese. Dalla vittima della Mafia, al blogger egiziano, dalla rifugiata siriana ai ragazzi di una radio indipendente di Mogadiscio. Storie diverse, lontane anche geograficamente, ma che smuovono la mente e la consapevolezza in tutti noi che davvero qualcosa, anzi, troppe cose non vanno nel nostro mondo, oggi.


Dopo la discussa campagna pubblicitaria – ricordiamo l’immagine del Papa che bacia l’Imam – la fondazione UNHATE cerca di far riflettere e di mettere pulce nell’orecchio di tutti noi. La storia della comunicazione pubblicitaria del gruppo Benetton non smentisce nemmeno ora la sua attitudine allo choc nell’intenzione di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica verso le tematiche sociali e politiche, anche più scomode.

Sebbene meno eclatante della precedente anche l’UNHATE DOVE ha il suo forte significato visivo e contettuale, confidiamo davvero che non passi inosservato soprattutto in un 2012 pieno di incertezze per tutti.