Tunng: il live e il disco solista di Sam Genders

I Tunng sono uno dei gruppi più interessanti della scena musicale indipendente inglese. A conferma di ciò, il collettivo che fa scontrare tradizione folk ed elettronica con molta disinvoltura, ha da poco raggiunto quella tappa che segna un rito di passaggio per tutti gli artisti più importanti (almeno entro i confini britannici). È uscito infatti da qualche giorno il loro primo live registrato negli studi della BBC, una raccolta dei loro migliori pezzi che – quasi per magia – non perdono la bellezza originale, anzi, acquisiscono un tocco maggiore di realismo che mai ci saremmo aspettati.

This Is Tunng.. Live From The BBC è un album dal vivo anomalo. Le sperimentazioni che hanno contribuito a far definire la musica della band come folktronica, vengono rese in presa diretta con una esattezza che quasi fa dimenticare all’ascoltatore di stare ascoltando un disco senza abbellimenti da post-produzione. Così, le chitarre acustiche incontrano ritmi sincopati ed effetti sintetici suonati dal vivo e con strumenti reali. La band è una vera intenditrice di live looping, genera al momento quei sample sui quali si adagiano poi le note acustiche e la stessa traccia vocale.
Attraverso questo live possiamo ripercorrere la carriera stracolma di brillanti episodi dei Tunng. Si parte con Take, un pezzo rappresentativo, con lievi tocchi di chitarra che scorrono su percussioni create con mezzi di fortuna e sintetizzatori discreti. Questa è la musica dei Tunng, in linea con quella dei migliori electrofolkers, lontana da quella di Caribou, una spanna sopra Owen Pallet e anarchici (musicalmente) quasi quanto il primo Patrick Wolf (sicuramente più coraggiosi di tutti questi nomi, si ascolti Naked In The Rain, pezzo che in alcuni passaggi ricorda La Isla Bonita di Madonna).

Il 16 gennaio 2012 ci sarà anche un’altra uscita targata Tunng, precisamente il primo disco solista dell’ex co-frontman della band, Sam Genders, sotto lo pseudonimo Diagrams. Black Light, disco che Enquire ha già avuto il piacere di ascoltare, è un lavoro degno di nota per il forte  impiego di archi, cori vistosi e campionamenti vintage. La formula musicale è la stessa che ha contribuito a rendere celebre la sua band, qui però viene utilizzata per dar vita ad un album pop minimalista, dove alle liriche che disegnano scenari impressionisti si affiancano suoni che ricordano gente come Peter Gabriel e Metronomy.

In effetti, il nome Diagrams dice tanto sulla nuova direzione intrapresa dal cantante. Dai suoni lo-fi e abbondanti dei Tunng si è passati ad una struttura musicale rigorosa, piena di angoli che danno vita a sonorità, potremmo azzardare, geometriche. E lo si evince soprattutto dall’ascolto di pezzi come Peninsula e Ghost Lit, dove l’impianto folk viene destrutturato e ricomposto con giunture elettroniche che non risultano mai grossolane, anzi, fanno risaltare gli altri elementi, in primis quello vocale. Il risultato nel complesso è più che convincente, noi però continuiamo a preferire i Tunng nella formazione originale.

Potete continuare a seguirli sul loro sito www.tunng.co.uk