Sogno, realtà, malinconia. Anastasia Cavina

Ania deve aver fatto un patto con la luce: dalle sue finestre filtra sempre la più dolce e tenue luce, che accarezza i corpi e le cose, e li trasforma. Così prendono vita gli oggetti, i luoghi e le camere, diventano sogni, che Ania racconta con le sue parole e le sue storie.
Le sue foto sono il laboratorio di un’instancabile sognatrice. Ne parliamo con lei.

Se dovessi descrivere la tua fotografia in tre parole, quale sceglieresti?
Sogno, realtà, malinconia.

Qual è la tua prima memoria fotografica? C’è mai stato un momento o un’immagine (una fotografia, tua o di altri, un’immagine mentale, un ricordo) che associ alla tua decisione di fare fotografia?
Quando ho conosciuto Claudia (overdosedipensieri) durante il primo anno di università. La fotografia era ed è la sua passione, andava sempre in giro con la macchina fotografica e scattava foto ovunque: in classe, in metro, per strada, ad amici e a sconosciuti, da lì mi è venuta voglia di provare e così ho cambiato macchina fotografica.

Qual è stata la tua prima macchina fotografica? E l’ultima?

Una kodak non ricordo più quale modello, un giocattolino ragalatomi dai miei genitori alle elementari. L’ultima una polaroid sx-70 che non ho ancora usato.

La tua più grande soddisfazione e la più grande delusione da fotografa?
La soddisfazione più grande arriva quando il connubio tra foto, parole e musica riesce a suscitare un’emozione in chi guarda, legge e ascolta.
La più grande delusione è l’ipocrisia delle persone di fronte alla nudità femminile.

Associ spesso parole alle tue foto: i due momenti creativi sono collegati all’origine o trovi che derivino da due procedimenti separati?

La maggior parte delle volte mi capita di trovare o scrivere delle parole, quindi la fotografia è frutto di una riflessione; alle volte invece l’immagine arriva prima di tutto, per caso, e porta con sé parole e suoni che vanno solo decifrati.

A proposito di scritture e libri: c’è un libro di cui vorresti curare la copertina?

Che domanda difficile! In questo momento credo un raccolta di poesie di Mariangela Gualtieri, la sento molto vicina a me e sarebbe una sfida difficile, perciò molto interessante.

Cronache dalle pellicole: la tua fotografia privilegia l’aspetto del ricordo, come se preservasse i momenti dal tempo – per te fotografare è in qualche modo salvare?

Sì, ho il terrore di dimenticare i momenti, le emozioni e le sensazioni che li accompagnano, quindi cerco di cristallizzare il più possibile ciò che sento per non perderlo nel vortice della vita.

Influenze: ognuno ne ha. Quali sono le tue? Artisti, fotografi, pittori, scrittori.
Sono molto ignorante in materia fotografica; ho conosciuto la fotografia tramite Flickr quindi le prime influenze non possono che arrivare da due fotografi incontrati lì, Anna Morosini e Andrea Buia.
Amo molto McCurry nonostante il suo stile sia lontano dal mio e Hopper è uno dei miei pittori preferiti.
Mi lascio influenzare molto dalla musica e dagli autori che leggo in un dato momento, perciò non ci sono punti di riferimento fissi. Ultimamente ascolto molto Cat Power, PJ Harvey e i Moriarty; Tondelli, Dostoevskij e la Gualtieri invece sono gli scrittori che più mi hanno colpita negli ultimi mesi.

Nuovi fotografi: quali sono i nomi da seguire?

Andrea Buia, Claudia Blesic, Lina Scheynius, Anna Morosini, Sofia Minetto, Cristina Altieri, Valentina Vallone. Ma ce ne sono tanti!

Qual è il tuo mondo throught the lens e quale potrebbe essere un dream set in cui scattare?
Dunque, credo il mio mondo attraverso l’obiettivo sia la mia vita interiore e tutto ciò che mi succede.

Riguardo al set, un giorno mi piacerebbe tanto piazzarmi in un bar e fotografare chi arriva, chi va e chi sta fuori.

Progetti per il futuro?
Aprire una caffetteria libreria e una piccola mostra ad Alessandria.

Se la tua vita fosse un film – quali attori, quale regista, quale colonna sonora sceglieresti?

Premettendo che la vita di ciascuno è un film e il bello è proprio che gli attori siamo noi, certamente sceglierei le quattro attrici con le quali sto lavorando: Martina Galletta, Alice Protto, Nastassia Calia e Gabriella Italiano; come regista vorrei Alice Rohrwacher perché ho adorato Corpo Celeste; per quanto riguarda la colonna sonora un mix tra Cat Power, Tom Waits, Nick Drake e i The Kills.

Ringraziamo Anastasia e vi invitiamo a guardare il suo Flickr.