Fascino Voodoo di Livia Lazzari

Giovane ma molto determinata, spigliata, dal look androgino e un’autentica passione per i gioielli dall’animo selvaggio, ribelle ma con un innato tocco di femminilità. Tutto questo è racchiuso in un nome, Livia Lazzari, giovane designer romana che vive tra la capitale, Londra e Parigi. Livia è sempre alla ricerca di nuovi materiali da plasmare per creare i pezzi unici della sua linea Voodoo Jewels, caratterizzata da un mix di atmosfere tribali, storie di pirati, fascinazione per i riti sciamanici e un mood gotico. La collezione “une Histoire Voodoo” nasce da un mix di atmosfere tribali, leggende lontane ed emozioni gotiche tutti questi elementi sono fusi dalla continua ricerca della leggerezza tipica delle creazioni liberty e dell’art nouveau. I gioielli, fabbricati a mano, sono realizzati con materiali naturali come il legno, osso, cuoio, pietre grezze e piume scovati in giro per l’Europa.

Il voodoo design nasce dall’esigenza di liberare il gioiello dall’accezione classica di oggetto prezioso, legata all’utilizzo di materiali nobili e costosi, attribuendo ad esso un nuovo carattere metropolitano, forte e ribelle. L’idea che muove la creazione segue il solco della divisione del design più attuale dove l’unicità dell’oggetto risiede nella capacità creativa e realizzativa dell’uomo pio che nella rarità dei materiali. Abbiamo incontrato Livia per capire meglio cosa e chi si nasconde dietro ai Voodoo Jewels.

Sappiamo che sei una “girovaga”, dove vivi attualmente?

Beh girovaga é esagerato…mi piace viaggiare, andare alla scoperta di nuovi materiali, nuove ispirazioni, ma Roma è la mia città e per il momento cerco di godere a pieno quello che ha da offrirmi.

Quando è nata la tua passione per i gioielli?

E’ una passione che mi porto dentro da quando sono piccola, negli anni l’ho coltivata sviluppando la mia conoscenza dei materiali e la manualità, senza però sapere se sarebbe diventata una vera e propria professione.

Come mai la scelta del nome “Voodoo Jewels” per la tua collezione?

Nelle culture tribali, dove si pratica il voodoo, le statuette bocio sono investite da un’energia spirituale fortissima. Sono oggetti magici che mettono in relazione l’uomo con il mondo degli spiriti e della natura. Allo stesso modo vorrei che i miei gioielli fossero considerati, non solo dei monili, ma anche degli oggetti carichi di valore magico e spirituale.

Come avviene la ricerca dei materiali?

La ricerca dei materiali è costante e allo stesso tempo casuale, ovunque vado cerco e trovo così ho accumulato tantissimo materiale che magari uso per la prima volta dopo anni.

Hai un laboratorio? Quanto tempo passa dall’ideazione alla realizzazione delle tue collezioni?

No purtroppo non ho ancora un laboratorio, la mia stanza ha la duplice funzione di rifugio e luogo di sperimentazione, creazione. L’ideazione va di pari passo con la realizzazione, la fase progettuale si fonde con quella realizzativa, i miei gioielli sono il frutto di un work in progress constante che parte da uno stimolo creativo iniziale che talvolta si evolve in qualcosa di completamente diverso da quello che avevo immaginato.

Speranze e paure più grandi?

Questo non è il momento di concentrarsi sulla paura ma piuttosto su come rendere reale la speranza di poter esercitare questo lavoro finché non svanirà la passione, senza dover mai cedere di fronte alle difficoltà che la vita ci pone.

Un viaggio, un libro, una canzone.

Argentina, “Lo straniero” di Albert Camus, “All is violent, all is bright” di God is an astronaut

Il suo sito www.livialazzari.com