La rivincita della matita colorata: Sara Gorini

Tratto infantile e ironia demolitrice quanto basta: è questo il connubio perfetto che fa dell’arte di Sara Gorini, giovane illustratrice e studentessa di moda, un’innovazione anacronistica così adeguatamente adeguata e perfettamente perfetta. Anacronistici i suoi pastelli, ironici i suoi messaggi.

Con i suoi Caran d’ache Sara ti trasporta nel sottile mondo dell’ironia, dell’eleganza, della moda (finalmente) non ossessiva e del buon gusto, con il sarcasmo e la creatività tipici della sua personalità così variegata.

Blogger, studentessa, illustratrice: incarnazione perfetta delle tendenze (femminili) degli ultimi tempi, Sara Gorini è una versione interessante delle Chiara&co, con un po’ più di sale in zucca. Già, perché il suo Blog non è solo abiti, scarpe, accessori e outfit tanto elaborati quanto improbabili. È di più. È un contenitore di pensieri, consigli, disegni, fotografie. Protagonisti la moda, la quotidianità, la TV, i viaggi e tutto ciò che di attuale Sara trova interessante, degno di nota, o di critica.

Il suo essere così non banale traspare dagli abiti che indossa e dalla sua aria un po’ senza tempo, come i suoi mocassini (anzi, i suoi loafers con nappine). Il suo essere cinica e asociale si rivela nei commenti taglienti. Il suo essere un po’ demolitrice dei luoghi comuni e dell’ipocrisia modaiola, insomma, può dare fastidio. Ma è terribilmente affascinante e magnetico.

Il suo Pencil Case non può quindi deludere: i disegni di Sara sono visivamente efficaci, semplici, dal tratto impreciso e dal colore disordinatamente steso, in perfetta linea con l’ondata analogica tanto amata in questi tempi 2.0.

Modelle, stilisti, abiti, prodotti commerciali. Icone, insomma, affrontate da questa giovane illustratrice con stile e carattere. L’ironia è sempre sottile, elegante, mai volgare, e le immagini sono immediate e gradevoli, qualunque sia il soggetto (da Bambi a Tavi, fino a Maria Carla, passando per le interpretazioni dei capi visti sulle passerelle e dei prodotti cosmetici più chic).

Meritata, quindi, la collaborazione con il sito Grazia.it, per il quale crea, con le sue matite colorate e il suo inconfondibile tratto, versioni stilizzate (ma non troppo) degli abiti (ma non solo), presentati come in veri servizi fotografici.

Un rapporto con la moda di amore e odio, dunque. Una relazione travagliata. Che a quanto pare dà succosi frutti.