Ritratti psicologici: Elena Ovecina

Scatto da sempre, anche se solo due anni fa questo hobby ha assunto caratteri di continuità e sistematicità. Un po’ ce l’ho nel sangue.
Con queste parole si presenta Elena Ovecina, classe 86, nata in Russia e cresciuta in Abruzzo.
Attualmente vive e studia a Roma. Una città che amo molto, da sempre, per l’architettura, per il clima, anche per il caos e il traffico.

La tua prima fotografia. Quando e dove?

Non ricordo precisamente il primissimo scatto, quello che mi ricordo sono tante Polaroid datate 1995 (avevo 9 anni), mio padre mi aveva regalato la mia prima vera macchina fotografica in quell’anno. La seconda sarebbe stata una Kodak analogica compatta.

Com’è nata questa passione?

È nata dal bisogno di ricordare e catalogare cose: sin da piccola, sono sempre stata attratta dall’idea di poter congelare un istante nel tempo, di eternizzare momenti che ho vissuto.

Come definisci lo stile dei tuoi scatti?

Non mi sono mai posta il problema dello stile. Mi piace pensarli come “ritratti psicologici”, è un modo di esplorare l’animo umano.

Quale modello di macchina fotografica usi?

Ho una Canon 550D e molte analogiche: le preferite sono una Kiev 19 e una Diana Multi-Pinhole Operator.

Chi, tra i fotografi italiani e non, senti più vicino alla tua sensibilità estetica?

Faccio prima a citare i miei miti, fonti d’ispirazione per la mia ricerca fotografica: Richard Avedon (per le pose naturali, i movimenti imprevedibili dei modelli), Annie Leibovitz (perché è una sognatrice), David Hamilton (per la sensibilità cromatica, le messe a fuoco morbide).

Come mai nella maggior parte delle tue fotografie i soggetti sono donne?  Come le selezioni?

Dipende dal fatto che le mie fotografie sono un po’ ritratti ma anche un po’ autoritratti. La modella diventa il mio riflesso, interpreta il mio stato d’animo in quel momento. Per questo, le mie modelle sono tutte attrici italiane. Mi diverto molto a lavorare con loro, perché sono bravissime a interpretare un personaggio che insieme creiamo.

Ma anche perché la mia fotografia assomiglia in qualcosa alla fotografia di moda (pur essendo diversa per tanti motivi). La percentuale delle donne che vedi nelle mie foto è quindi simile alla percentuale femminile nelle riviste di moda.  Non che non mi piaccia fotografare uomini!

Che rapporto stabilisci con la tua modella?

Un rapporto di complicità. È un meraviglioso gioco, molto simile a un gioco di principesse che facevo da bambina con le mie amiche: si scelgono i vestiti, il trucco, la location e si interpreta un ruolo.

C’è un oggetto da cui non ti separeresti mai, a parte la macchina fotografica?

Questa è una domanda ardua. Essendo fondamentalmente una nostalgica, sono molto legata ai ricordi, non butto mai niente, quindi  di oggetti da cui non mi separerei mai ce ne sono più di uno.  Ci sono vestiti, scarpe, libri cui tengo molto.

La tua città ideale? Perché?

Ho la fortuna di vivere già nella mia città ideale, Roma. Ci sono delle vie di Roma cui sono molto affezionata, alcuni angoli di Trastevere, via Margutta (la via degli artisti), ma anche il caos dei quartieri più periferici.

Il tuo film o il regista preferito?

Ne potrei citare una cinquantina.  Per evitare noiosi elenchi, cito e consiglio l’ultimo film di Sorrentino, This Must Be The Place, la fotografia e i dialoghi sono notevoli. Il cinema è una grande fonte di ispirazione per me: uno esempio per tutti, il mio scatto La notte è ispirato all’omonimo film di Michelangelo Antonioni del ’61. Amo il cinema italiano, Bertolucci è anche uno dei miei preferiti.

Mostre fotografiche future?

Una a Roma l’anno prossimo, tra aprile e maggio, incentrata sul mio progetto Imaginary Friend.

(sul mio sito c’è la descrizione del progetto).

Manca pochissimo al nuovo anno. Cosa ti lasci alle spalle e cosa invece continui a perseguitare.

Sempre a causa della mia indole nostalgica, non abbandono mai niente al passato. Mi aspetta la specialistica in storia dell’arte alla Sapienza, spero tanti incontri piacevoli, tanti nuovi progetti fotografici.

Il suo sito personale www.elenaovecina.com