Wear & Toss il monouso nell’abbigliamento

C’è ancora qualcuno che, nonostante le avverse congiunture economiche degli ultimi tempi, ha un progetto ambizioso e cerca un finanziatore per concretizzare un nuovo metodo di consumo dell’abbigliamento. Non stiamo parlando di nulla di ancestrale, solo di monouso. Parliamo della maglietta usa e getta. Per ora questo concetto si associa immediatamente alla macchina fotografica, ai piatti, ai bicchieri e alle posate di carta. Compri quello che ti serve, lo usi e lo butti via. Basta. Nessun legame affettivo, consumo puro e semplice. Wear & Toss è il nome di questo nuovo progetto messo in piedi da Filippo De Martin, Nicola Monti e Lupo Rossi. Tre intraprendenti professionisti nei settori del design e del marketing che hanno sviluppato una metodologia di produzione di abbigliamento monouso e altamente riciclabile che sfrutta le fibre naturali più povere e punta alla grande distribuzione. Abbiamo fatto due chiacchere con Filippo per capire cos’è Wear & Toss, com’è nato e come si struttura.

Wear&Toss significa abbigliamento monouso biodegradabile. Cos’ha ispirato questa idea?

Il progetto Wear&Toss™ nasce nell’agosto 2008, quando mi recai in vacanza con la famiglia, ho immaginato una maglietta economica monouso quale rimedio al continuo imbrattamento cui erano sottoposti i vestiti dei miei 2 figli, causa di frequenti lavaggi ed eccessivo ingombro. Una maglietta ecologica da acquistare direttamente sul luogo ed eliminare, riciclandola, una volta scontato lo scopo.

A che stadio di sviluppo si trova il progetto W&T al momento?

Il progetto Wear&Toss™ attualmente si trova nella sua prima fase di annuncio. Seguirà il lancio del prodotto e la commercializzazionone su larga scala.

Parliamo del prodotto in sé. W&T utilizza materie prime totalmente naturali come la cellulosa e l’amido di mais. Dal punto di vista produttivo come pensate di gestire questo progetto?

La materia prima utilizzata per costruire il nostro tessuto è completamente biodegradabile, utilizza materie prime ricavate da fonti rinnovabili con basso impatto ambientale. Alcuni ecologisti male informati credono che l’utilizzo del mais in campo industriale aumenti il prezzo delle materie prime. Chi sostiene questa tesi non sa che da anni la maggior parte del mais è piantato specificatamente per usi industriali e non alimentari.

Che tipo di aziende verranno coinvolte?

Le aziende coinvolte attualmente sono circa una cinquantina: dalla produzione e trasformazione della della materia prima, alla personalizzazione e confezione del prodotto, alla commercializzazione dello stesso.

Nel sito si parla sempre di “filiera produttiva basata su una forte coscienza ecologica”, puoi illustrarci la filiera e i componenti?

Per punti:
Utilizzo di materie prime ricavate da sostanze naturale rinnovabili.
Alta meccanizzazione che rende vantaggiosa la produzione in loco e annichilisce lo sfruttamento della manodopera nei paesi in via di sviluppo.
Eliminazione dei costi esorbitanti dei trasporti internazionali e l’inquinamento provocato da questi ultimi. Con la consapevolezza che i consumi energetici di un’azienda tessile oscillano mediamente tra il 30 e il 50% dei costi totali, W&T si avvale di tecnologie e macchinari di nuova concezione ad alto risparmio energetico e impatto ambientale zero.

Cosa, nell’aspetto produttivo di W&T, è diverso e nuovo rispetto alla filiera tradizionale del tessile-abbigliamento?

La caratteristica rivoluzionaria dei prodotti Wear&Toss™, completamente biodegradabili, consiste nella loro capacità di essere riciclati o compostati.

Nel sito si parla di macchinari in grando di produrre 100 pezzi al minuto. Questi macchinari sono già in uso presso il settore tessile abbigliamento o sono ancora da sviluppare? Se già esistono, dove si trovano?

I Brevetti sono stati depositati, stiamo realizzando il primo prototipo di macchinario capace di automatizzare la costruzione del capo d’abbigliamento.

Oltre alla cellulosa e all’amido di mais, già citati prima, che altro genere di fibre può essere utilizzato per creare i capi W&T?

Stanno nascendo una nuova serie di fibre ecologice/biodegradabili, la nostra ricerca e in continuo sviluppo. Tutto questo fa parte del nostro Know-how e quindi segreto industriale.

Dove pensate di realizzare i tessuti prodotti utilizzando le materie prime “ecologiche”?

Direttamente nel paese dove verrà commercializzato il prodotto finale.

Dal punto di vista creativo, come intendente sviluppare il prodotto W&T? Ci sarà una collezione completa di ogni merceologia oppure vedremo solo t-shirts?

Ogni persona, dal neonato all’anziano, può trovare il giusto capo d’abbigliamento, compreso l’accessorio, in tessuto monouso, ovunque se ne presenti la necessità o l’emergenza.

All’interno del sito viene detto che i capi W&T sono resistenti, traspiranti etc.. tutte qualità che si “scontrano” con il concetto di monouso. Quale dovrebbe essere il tempo di vita di un capo W&T?

Il capo nasce per essere adoperato “nel momento del bisogno e smaltito una volta scontato lo scopo” diciamo che il prodotto non si presta ad essere lavato.

Dal punto di vista distributivo, come intendente organizzare il circuito di vendita?

I prodotti saranno distribuiti tramite, GDO, grossisti, distributori, in modo da raggiungere una distribuzione capillare: ipermercati, centri commerciali, aereoporti, ferrovie, autostrade, metrò. Compresi i luoghi di passaggio quali: poste, tabacchi, cartolibrerie, fiere, sale divertimento, snack-bar, ecc.

Wear&Toss fa parte di un progetto più ampio che comprende anche altri due marchi registrati. DaybyDay e TeesWay. Puoi spiegarci in cosa consistono questi due marchi e come entrano in relazione con W&T?

W&T è il brand madre del progetto, il marchio che gestisce dall’alto i prodotti a nome Wear&Toss™, TeesWay™ e DayByDay™, differenti per tipologia, fascia, applicazione. Propone capi d’abbigliamento, accessori e semilavorati in tessuto monouso ideali sia per i privati, sia per le aziende e le istituzioni. In generale si occupa del brand building, cioè dello sviluppo e dell’espansione dei singoli marchi in un’ottica di crescita integrata.

Speranze?

Di poter trovare presto il prodotto Wear&Toss® sullo scaffale del supermercato sotto casa.

Il sito www.wearetoss.com