Reinterpretare la Grande Mela

Francese di nascita e spirito libero per indole Daniel Castan, graphic designer per unicef, onu, Pierre Balmain, Zippo e molto ancora, dopo un’intera gioventù a contatto con l’arte decide di unire il suo stile a questo vasto e sempre nuovo infinito campo che è appunto l’arte. Da pochissimo infatti, all’età di quarant’anni decide per la prima volta di impugnare il pennello, forse solo per divertimento o per metamorfosi personale, chissà.

Attratto fin da giovane dai viaggi nelle grandi metropoli come New York e Hong Kong ne ruba le loro prospettive rivisitandole con il suo occhio da grafico, ricreando nei suoi lavori un’atmosfera alquanto panoramica e senza confini. Colori che si scontrano tra loro, viali che non trovano mai una fine, grattacieli e palazzi che vogliono quasi uscire dal quadro, perdendosi nel cielo. Castan definisce il suo lavoro come un gioco di ricordi tra vecchie fotografie scattate durante la sua vita. Tentare di riproporre al suo pubblico i suo viaggi, i suoi squarci di vita, invitandolo ogni volta a ripercorrere un nuovo viaggio dentro colori e luci dalle sfumature infinite. L’utilizzo di colori forti e spatola riescono a catturare tutto il caos che troviamo nelle grandi città, come in America. Una nube di confusione e bellezza senza noia.

Viaggiare nelle città di Daniel Castan è sempre un piacere, immedesimarsi tra i vicoli americani e perchè no perdersi a bordo di taxi senza meta, nei colori asfaltati delle costruzione ed aspettare una nuova pennellata per ritornare a vivere la quotidianità di tutti i giorni.

Il suo sito www.castan-daniel.odexpo.com