Geneviève Bjargardóttir, wanderlust

Lo dice anche lei, wanderlust è la parola giusta per descrivere la sua fotografia. L’amore per il viaggio, per i luoghi, per la loro unicità irreplicabile: ecco le caratteristiche della fotografia di Geneviève Bjargardóttir, ecco cosa la rende speciali.
Ne parliamo con lei, tra un paese e l’altro.

Se dovessi scegliere tre parole per descrivere la tua fotografia, quali sarebbero?
Nostalgia, sovresposizione, wanderlust (l’amore e la voglia di viaggiare).
Qual è la tua prima memoria fotografica? Riesci a trovare il momento o la ragione per cui fotografi?
Quando eravamo piccoli, mio padre portava me e mio fratello in pasticceria, per comprare la colazione e dopo andavamo al cimitero, per mangiarla, mentre lui scattava fotografie. Erano mattini  splendidi – mi è rimasta la passione per le foto nei cimiteri. Non ho inziato a fare foto che molto più tardi, quando avevo circa sedici anni. La ragione più importante per cui fotografo, oltre a tutte le altre, è la paura della perdita – di perdere persone, posti, cose.

Qual è il tuo mondo attraverso l’obiettivo?
È qualsiasi cosa – attraverso l’obiettivo il mondo cambia, diventa qualcosa di nuovo. Non credo che la realtà esista in fotografia – scattare ci permette di modificare quel che cosa vediamo, renderlo più personale. Il mondo attraverso le lenti diventa il “tuo” mondo.

Hai iniziato un nuovo photodiary , pieno di preziosi momenti quotidiani (un caffè, il parco, etc) – cos’è, dunque, per te la fotografia? Un modo per salvare i ricordi per sempre, per cogliere le quel che altrimenti andrebbe perso?
Le foto nel mio photodiary sono documenti, più che altro.Mi sono trasferita così tanto negli ultimi anni e questo è stato molto stimolante per me, certo, ma anche molto difficile. Provo continuamente un sentimento di nostalgia e di perdita, pensando a quanto non siano permanenti le mie esperienze, quanto siano state transitorie. Fotografare mi fa sentire salva, sono un appligio per non perdere niente, a cui rimanere attaccata. Non sono arte, sono semplici manufatti personali.

Fiordi, Berlino, la neve, la nebbia, il sole. La tua fotografia è una fotografia atmosferica. Parlaci dei tuoi viaggi, del tuo amore per il tempo. E poi, dove vorresti andare? Qual è il set dei tuoi sogni?
Il tempo è fondamentale per me: controllo sempre il meteo, mai le altre notizie. Osservare il tempo, il clima di un posto mi fa sentire vicino a quel posto, ha qualcosa di intimo. Quando le persone che amo sono lontane da me, controllo che tempo c’è da loro, così riesco a immaginarle meglio – quel che provano, quel che stanno facendo, se sono fuori o dentro, se camminano nella pioggia, nel sole, nella neve.
Sogno di andare in Russia, il paese di mio nonno – non me ne parlava mai, ma sento che quello è un posto che ha molto da insegnarmi. Voglio vedere che aspetto ha, in ogni stagione. E sì, ci sono anche un sacco di posti in Svezia che voglio vedere.
Artisti, registi, film e fotografi: dove sono le tue radici artistiche?
È difficile da dire, mi scordo tante cose e così in fretta. Sono stata influenzata dai posti in cui ho vissuto, molto più che da artisti o dai film. Panorami, climi, foreste, oceani: sono stati questi i veri fautori del mio senso dell’arte.

Amori fotografici: chi stai seguendo?
Oh, ce ne sono così tanti! Sono la fondatrice e l’editrice di www.inconnu-unknow.com, un sito che si occupa soprattutto di come la fotografia si relazioni alla geografia interiore e cerchiamo di condividere lì i fotografi che ancora non sono molto conosciuti su internet. Ogni giorno mi metto a guardare queste bellissime foto – mi ispirano e mi mantengono umile.

Se Geneviève fosse un film, dove e chi lo dirigerebbe e chi vi reciterebbe?Vorrei Dagur Kári per dirigerlo e per scrivere la musica. Potrebbe essere filmato nei boschi della Svezia, con Michelle Williams come attrice. Questa combinazione probabilmente non ripercorrerebbe fedelmente la mia vita, ma cielo, guarderei questo film così volentieri!
Una canzone, un libro, un film che ti descrivono.
Tutte le canzoni da Clinging to a scheme dei Radio Dept, il romanzo Good Morning, Midnight di Jean Rhys e il film Io sono l’amore di Luca Guadagnino. Non so se mi descrivano davvero, ma li sento a livello profondo – una parte di me deve essere là dentro.

Per tutte le foto, vi lasciamo il suo Flickr.