SCARTI-LAB that I wish you saw

Edwin, Care Label, High, Blue Blood, Denham. A molti questi nomi non diranno nulla, a qualcuno riporteranno alla mente costosissimi jeans di ottima qualità. Il mondo del denim rappresenta un settore della moda tanto vasto quanto, per tanti versi, sconosciuto, e spesso, in qualche modo sottovalutato.


Nato come workwear fatto di una resistentissima tela, utilizzata per le vele delle navi che salpavano dal porto di Genova (dal francese Blue de Genes deriva l’accezione moderna Blue Jeans, n.d.r.), il più classico dei pantaloni non si è mai scrollato di dosso l’attitudine di abbigliamento funzionale, da lavoro quanto “da battaglia”. Presente nell’armadio di chiunque e indossato praticamente tutti i giorni. Vivendo di questo ruolo, parole come cimosato, tela giapponese, stonewash o bleechato perdono quasi di valore postegli accanto, se non per chi il jeans lo fa, lo crea, lo ama dalla prima all’ultima fibra, dalla prima all’ultima tonalità di indaco. Tony e Melissa, fondatori di SCARTI-LAB, sono due di queste persone, e noi di Enquire gli abbiamo rivolto qualche domanda per sapere qualcosa in più del denim, direttamente dalle parole di chi ne ha fatto il suo pane quotidiano.


Sul vostro sito la head-line recita: “Scarti-Lab non è un brand sviluppato su un’idea di marketing al servizio della solita industria della moda”. Cosa è, allora, Scarti-Lab?

È un’idea di prodotto e di lavoro: vogliamo tornare ad un modello produttivo in cui l’artigianalità tradizionale italiana (il vero Made in Italy) si mette al servizio della ricerca e permette al designer di esprimere uno stile personale che per qualità e riconoscibilità sia internazionale. Inoltre, c’è la voglia di misurarsi con i grandi marchi leggendari della nostra epoca, soprattutto giapponesi che ci piacciono molto, come Anachronorm, Kapital, 45 RPM ma anche Nigel Cabourn.

Quando e come è iniziato questo progetto no-compromise?

Scarti-Lab nasce circa tre anni fa al culmine di un periodo di intensi studi e sperimentazioni su tessuti, lavaggi e trattamenti. Abbiamo deciso di sviluppare una linea di capi senza limitazioni di stile ma estremamente facili da indossare, che esprimessero il nostro modo di vedere e vivere la vita.


Già dalla presentazione, si capisce che la vostra è una realtà “di nicchia”; se qualcuno poi fa un giro sul vostro sito per conoscere il prodotto, si trova chiaramente di fronte a qualcosa “per intenditori”. Immaginiamo sia una scelta assolutamente voluta…

Indubbiamente la ricercatezza dei capi viene riconosciuta da persone molto attente e competenti ma non solo dai professionisti del settore, infatti non pensiamo le collezioni a tavolino per stupire gli addetti ai lavori; questo è marketing ed è un atteggiamento che non ci interessa. I nostri clienti sono persone particolari che non seguono le mode ma sono soprattutto molto esigenti. Uno dei punti di forza che ci è stato riconosciuto, nei negozi giusti, dalla clientela, è proprio la cura estrema nella confezione che rende Scarti-Lab un prodotto distintivo.

Denim giapponese (e cimosato!), salpe in pelle tatuata a mano…vi rivolgete ad un pubblico che davvero “ne sa” per apprezzare queste finezze! Qual è il vostro target?

Un pubblico giovanile per curiosità e vivacità (a prescindere dall’età anagrafica, attualmente spaziamo dai 25 ai 55 anni). Individui che esprimono una personalità forte, un carattere distintivo, che cercano in un capo d’abbigliamento, se non una seconda pelle, sicuramente una sorta di documento d’identità che li rappresenta fuori dai modelli temporanei indotti dal mondo della moda. Solo a titolo di esempio, Lorenzo Jovanotti ha scelto istintivamente Scarti-Lab e lo interpreta alla perfezione, perché condivide lo spirito dei capi. Quando pensiamo a questi clienti veri (persone, non target) siamo incoraggiati anche a riprendere la stagione successiva un nostro articolo “must” e a rivederlo in modo nuovo, a rinnovarlo mettendolo alla prova con tessuti inediti e suggestioni improvvise.


Non è difficile scovare marchi come Scarti-Lab all’estero, ma è indubbiamente cosa nuova (buona e giusta, aggiungiamo) trovarli in Italia. È stata una bellissima sorpresa scoprire che il vostro head-quarter è a Crevalcore (BO). Cosa rappresenta il nostro Paese per un’azienda come la vostra?

Un’opportunità di eccellenza da cogliere al volo e coltivare con amore, perché nelle province italiane c’è ancora un bacino di professionalità artigianale estremamente qualificata (i fornitori con cui ci confrontiamo e collaboriamo) che rischia di scomparire a causa dell’abbandono dei grandi brand che hanno preferito abbattere i costi (e la qualità) in estremo oriente. È sempre più difficile, in questo momento, trovare realtà piccole che portino avanti insieme a noi un progetto così ambizioso.


Negli ultimi anni si è assistito ad un boom dei marchi di denim. Nonostante ciò, sono tanti quelli che sostengono che “il denim è morto”. Qual è la vostra testimonianza in tal senso? Siamo al tramonto della tela indaco?

La moda vuole condizionare il mercato e ora prescrive altri tessuti. A noi non interessano le mode e i dictat dei grandi uffici stile o delle riviste patinate. Se c’è un target di nicchia a cui teniamo particolarmente, è fatto da coloro che come noi amano il denim al di là delle mode. In Scarti-Lab c’è un cuore di denim e ci sarà sempre, al di là dei modelli, il Denim ce l’abbiamo nel DNA, per noi è uno spirito che permea e investe anche gli altri tessuti che incontriamo e di cui ci innamoriamo. È una scelta di vita.

A dispetto della fast&low cost fashion, voi vi collocate nel segmento della moda “colta”, con un background, di qualità e che ha qualcosa da dire. Come reagisce il mercato?

Positivamente. All’inizio avevamo qualche dubbio sul mercato italiano, temevamo che non riconoscesse lo sforzo e la differenza, invece abbiamo trovato dei clienti attenti e preparati e non abbiamo più paura. C’è un mercato di persone informate sul mondo a 360° che sanno scegliere e hanno sviluppato un gusto poliedrico fondato su pochi solidi pilastri universali, che non si lasciano influenzare facilmente e cercano un prodotto non globalizzato ma internazionale.

Tre aggettivi per descrivere Scarti-Lab.

Istintivo, passionale, personale.

Dove possiamo trovare Scarti-Lab in Italia?

GERARD LOFT, Firenze

SPACE, Milano Marittima

EXTREME, Modena

BIBA’S, Bologna

BLOCK 60, Riccione

MAGO-ALI’, Sassuolo

SUGAR, Arezzo

Ringraziamo Tony e Melissa per il tempo che ci hanno dedicato, e vi raccomandiamo di dare un’occhiata al loro sito e al loro lookbook, sicuri che ne rimarrete affascinati come è successo a noi.

www.scarti-lab.com