Dal Pitti: Nati Con La Camicia

È vero, il tempo del Pitti è passato, tanto che in giro per il mondo sono già iniziate le Fashion Weeks per la primavera/estate 2012, da New York a Milano, fino a Parigi. Ma a noi poco interessa. Con l’animo siamo ancora a Firenze e il perché ve lo spieghiamo in sole quattro parole: Nati con la Camicia. Brand milanese ma di origine (almeno l’idea lo è) berlinese, è stato fondato da due ragazzi appena ventiduenni che della camicia hanno fatto il punto di partenza e di forza del loro marchio, dando vita ad un nuovo modo di interpretare uno dei pezzi base di qualsiasi guardaroba, da cui loro stessi non riescono a separarsi. Noi abbiamo avuto l’occasione di intervistarli, per saperne di più di loro e di Nati con la Camicia.

Ciao ragazzi! Inanzitutto, parlateci un po’ di voi, chi siete e cosa fate?

G: Giampietro Bizzotto, 22 anni, Bassano del Grappa, mi occupo della parte commerciale e amministrativa dell’azienda. Mi ritengo una persona dinamica e d’impatto con un forte spirito intraprendente. Amo l’abbigliamento perché mi permette di esprimermi con qualsiasi forma e colore e, aihmè, essendo egocentrico, mi dà modo di mostrarmi agli altri in modo impattante e diretto. La camicia è un must have del mio disordinatissimo armadio che indosso 7 giorni su 7, sempre, ma solo a manica lunga. La camicia a fiori, poi, per il suo spirito democratico, è quella che più sento mia (non pensate però al fiore stile Hawaii, eh!).

R: Raen Bonato, nato a Bassano del Grappa nel 1988. Raen perché Andra è il nome della mamma ed Enzo il nome del papà; dalla prima sento di aver preso la creatività e dal secondo lo spirito imprenditoriale. Mi sono laureato a Milano alla NABA in Graphic Design e lì ho imparato che un’idea per essere vincente deve essere presentata al pubblico come tale, con tanta passione e fantasia come quando la si è pensata.

Una persona poco tempo fa mi ha detto che non basta mettere al mondo un bambino, ma bisogna poi crescerlo e stargli dietro, cosa che forse è il lavoro maggiore. L’abbigliamento è sempre stata una mia passione perché lo ritengo un modo di esprimere la propria personalità, un prolungamento di noi stessi. Ogni giorno può variare a seconda del periodo, della giornata o dell’umore, e questo mi diverte. Diciamo che lo vivo come un gioco, un travestimento. Sono curioso, mi piace vedere cose nuove, prendere spunti, creare e sognare ciò che è alla mia portata quindi tengo sempre con un occhio puntato sulla realtà e su quelle che sono le mie capacità. Sapere che non ho nulla da perdere e l’entusiasmo che mi contraddistingue fanno il resto. Amo l’energia della città e la tranquillità che mi infonde la campagna…ma per questa ci sarà tempo più avanti.

E il brand? Adesso vi tocca raccontarci di lui, com’è nata l’idea e come ne avete scelto il nome.

L’idea è nata a Berlino, durante una delle fiere d’abbigliamento, dove sei quotidianamente “bombardato” a raffica da stimoli. Siamo andati lì con l’idea di esplorare meglio il mondo della moda, cercando di trovare un’idea nuova da poter vendere, una piccola creatura da far nascere, crescere e da comunicare. Sapevamo di non poterci avvalere di tanti soldi per lo start-up ed ecco quindi che l’accessorio era la cosa giusta per noi. Dovevamo pensare qualcosa nuovo e che ci rappresentasse e così è stato. La nostra intraprendenza ci fa fingere aspiranti buyer in cerca di brand da portare nel proprio negozio e con la scusa parliamo con fashion designer e persone del settore che ci illustrano le loro collezioni. Per noi sono stati spunti interessanti che elaborati in un secondo momento ci hanno portati all’idea.

Dobbiamo ammettere che il nome del brand non è stato facile da decidere, ci sono voluti dei mesi. Poi, una volta scelto, ci è sembrato quello più ovvio e più su misura. “Nati con la Camicia” comprende la parola camicia, che nel nostro creare e ideare è essenziale, e riprende anche un modo di dire che nel nostro caso traduciamo così: avere la possibilità di far ciò che ti piace, di studiare, lavorare in quel particolare ambito che ti fa sentire realizzato, viaggiare in quei posti che ti fanno respirare aria nuova e ti lasciano ricordi che ti faranno sentir meglio ogni volta li andrai a ripescare. Non è un discorso legato ai soldi, ma alla persona, ai suoi sogni, alle possibilità che si crea e alla tenacia che ci mette.

Di preciso, qual’è stato il momento in cui avete detto ‘facciamolo’?

Veramente, l’istante in cui è nata l’idea è stata questa: stanza d’ostello doppia, ore 19.00, stanchi infreddoliti (Berlino in quei giorni era gelida). Sdraiati nei nostri rispettivi letti, ripercorriamo le impressioni e i confronti avuti durante quella giornata. A questo punto iniziamo a parlare della camicia e del fatto che è un must have del nostro stile italiano e pensiamo ad un accessorio (visto il budget a disposizione) composto da due tessuti. La prima idea è stato un portafogli a forma di taschino da camicia, dopo qualche secondo è nata quella del polsino.

Dopo aver parlato di voi e di come è nato il marchio, vorremo anche sapere qual è il concept che c’è dietro. Le idee, i caratteri, i sogni e i segni particolari. Insomma, tutto quello che vi è venuto in mente realizzando il progetto.

La camicia in assoluto, la sua storia, com’è cambiata negli anni, la sua portabilità, il target di persone che la indossa, in quali ambienti la si indossa…Il sogno, poi, di riuscire ad emergere, di poter fare un lavoro che si è creati con le proprie mani e fatiche, rimane la motivazione più grande. La voglia di vivere la vita in modo intenso e da protagonisti, non buttando via il tempo, in modo che un domani non avremo grossi rimpianti.

Parliamo dei materiali. Avete preferenze o fate scelte particolari?

Ora tendiamo a concentrarci sul mondo della camicieria e quindi sul cotone con le sue tipologie di qualità. Nel flash precedente presentato al Pitti abbiamo usato materiali diversi facendo varie sperimentazioni che di sicuro riprenderemo in mano più avanti. Per ora, per una maggiore riconoscibilità da parte del pubblico preferiamo, presentare tessuti da camicia.

A proposito di Pitti: che ne pensate? Quali sono state le vostre emozioni e i momenti che porterete sempre con voi, scaturiti dal prendere parte a un evento così famoso nel fashion-system?

Avevamo già vissuto il Pitti da visitatori e questa volta trovarsi dall’altra parte è stato veramente “curioso”. Vedere i retroscena, il Pitti versione under construction, ma anche il fatto che nella nostra sezione (New Beats) eravamo i più giovani, ci ha dato una ventata di stimoli per correre ancora di più. Certo, c’era la paura di tante cose, vista l’inesperienza: la gestione dei clienti, l’allestimento dello stand e tanto altro, ma alla fine è andato tutto bene. Il giorno conclusivo è stato come lasciare una piccola famiglia, dato che all’ultimo piano del Lyceum ci conoscevamo tutti. Tutt’ora siamo in contatto con molti che esponevano con noi e spesso ci vediamo/sentiamo per confrontarci sul lavoro e fare quattro chiacchiere.

Adesso che il Pitti è finito, con le fashion weeks alle porte e la moda in continua evoluzione, voi cosa pensate di fare? Progetti per il futuro?

L’obiettivo è di ampliare assolutamente la gamma dei prodotti, pensando anche ad un accessorio che si avvicini maggiormante alla donna ma che abbia sempre la particolarità di riprendere i caratteri della camicia ovviamente. Per la P/E 2012 presenteremo il porta telefono, il porta i-pad e il porta pc, ma sono tutte cose portate quasi a termine, poi vedremo cos’altro sviluppare, anche se una collaborazione con degli interior designer non ci dispiacerebbe affatto! Non vogliamo fermarci all’abbigliamento ma decontestualizzare gli oggetti, è la cosa che ci diverte di più e che secondo noi apre strade a nuove idee. Il terzo grado è finito e tutte le nostre curiosità sono state soddisfatte. Noi di Enquire vi auguriamo buona fortuna, sperando che questo progetto cresca nel migliore dei modi e soprattutto che continuiate a realizzare i vostri sogni. Voi però fate un saluto, almeno ai nostri lettori! Un saluto a tutti i lettori di Enquire Magazine e un grazie a Veronica per l’intervista! Evviva! Se tutto questo vi ha incuriosito e volete vedere le loro creazioni, o addirittura acquistarle, non vi resta che fare un salto sul loro sito: www.naticonlacamicia.biz