Metodi non convenzionali: Nuue

Abbiamo incontrato più volte designers a cui la scienza non fa per nulla paura, anzi. Vi abbiamo raccontato di creativi affascinati dalla chimica, dalla biotecnologia, dall’elettricità e dalla meccanica che, occupandosi nel contempo di moda, hanno saputo fondere le loro passioni esplorando vie inusuali, mai percorse in precedenza. Questo è il caso di Jungeun Lee, designer coreana, fondatrice assieme a Shota Aoyagi dello Studio Koya di Londra che ha cercato, studiato e trovato un metodo per realizzare abiti sfruttando una tecnica utilizzata per modellare la plastica. Nessuna cucitura, nessun tessuto, nessun modello, solo fibre che vengono avvolte attorno ad un manichino – realizzato ad hoc – o ad una base qualsiasi. Il progetto si chiama Nuue, che in coreano significa bozzolo.

Le fibre utilizzate sono sintetiche e, dopo esser state avvolte attorno al manichino, vengono sottoposte ad un processo di riscaldamento con pressione grazie al quale si sciolgono e si trasformano in un abito modellato 3D. L’aspetto sembra rigido e duro ma in realtà il risultato è flessibile e assolutamente indossabile. Sono sculture in cui la fibra viene avvolta ripetutalmente finché non appare la forma dell’abito, è proprio per questo motivo che la texture esteriore ha un’immagine frastagliata. Racconta il processo realizzativo mostrando ogni fibra utilizzata nell’avvolgimento del modello. L’originale consistenza della fibra non viene per nulla alterata dal processo che coinvolge l’esterno e in questo modo l’interno dell’abito rimane morbido e lanuginoso.

La voglia di trovare un metodo non convenzionale per creare vestiti ha spinto la designer a trovare e a lasciarsi ispirare da ciò che l’ambiente esterno gli offriva. Gli abiti realizzati da Jungeun mostrano la potenzialità della sua idea che è in pieno sviluppo.

La tecnica messa a punto dalla designer coreana è infatti adatta anche alla creazione di prodotti e comporta una percentuale di scarto davvero irrisoria. Una sola fibra basta per realizzare un capo, senza poi contare che non essendoci passaggi come la tessitura, il taglio e la cucitura non viene sprecato materiale e le basi scelte come modelli possono essere riutilizzati continuamente.

La validità di questa idea ha portato Jungeun a mostrare il suo progetto all’interno del Vauxhall Fashion Scout Exhibition, piattaforma di lancio per i designer emergenti, durante la London Fashion Week che si è tenuta dal 16 al 20 settembre scorsi.

Riscuotono successo i due designers coreani, speriamo di vedere presto l’evoluzione di Nuue.