From Sidewalk to Catwalk: Jean Paul Gaultier

Genio creativo sin dall’adolescenza. Testardo ed intraprendente. Senza nessuna preparazione accademica è riuscito ad attirare l’attenzione di due mostri sacri della moda francese, Pierre Cardin e Jean Patou. Ha lavorato per loro per intraprendere presto la sua strada. Siamo verso la fine degli anni ’70, precisamente nel 1976, quando viene fondata la sua linea. Stiamo parlando dell’enfant terrible de la mode. Di Jean Paul Gaultier.

In 35 anni di carriera, abito dopo abito, collezione dopo collezione Gaultier ha creato il suo mondo stilistico fatto di sperimentazione, di pazzia e di azzardo caratterizzato da una fusione tra i generi, senza paura. La collaborazione con Madonna, per il suo Blonde Ambition World Tour nel 1990, lo ha lanciato tra le star del fashion system planetario. Chi non ricorda il bustino con le coppe a punta indossato da Madonna?

Nel 1999 l’acquisizione del 35% della sua azienda da parte del gruppo Hermès per il quale ha guidato, come head designer, la linea donna per anni e sostituito recentemente da Christophe Lemaire, ex direttore artistico di Lacoste. Nel 2010 la collaborazione con il marchio americano Target. Oggi una mostra celebra una carriera ancora in corso, al Montreal Museum of Fine Arts dal 17 giugno al 2 ottobre.

Si chiama The Fashion World of Jean Paul Gaultier, From Sidewalk to Catwalk e rende omaggio alla sfolgorante carriera di questo artista visionario attraverso 140 abiti – realizzati tra il 1970 e il 2010, molti dei quali mai esposti – schizzi, pubblicità, video di concerti e film e i costumi per il balletto creati per gli spettacoli di Maurice Béjart e Angelin Preljocaj. Un allestimento elaborato e suddiviso in sei sezioni. The Odyssey of Jean Paul Gaultier, che parte dall’adolescenza del designer. The Boudoir, che percorre le creazioni, l’estetica legata alla sensualità e all’ispirazione tratta dalla lingerie femminile e dai corsetti. Skin Deep racconta come il corpo umano sia sempre stato una fonte inesauribile d’ispirazione, tela da decorare attraverso stampe, tatuaggi, esplorando le possibilità del trompe d’oeil.


In Punk Cancan si ritrovano le origini di Gaultier che, nato nei bassi fondi parigini, incontra e abbraccia l’estetica rock fondendola con il mondo della Parigi della Belle Epoque e del Moulin Rouge. Urban Jungle ci parla dell’attrazione di Jean Paul per le differenze: trasposte, assemblate o ricostituite. Per lo stilista francese le diversità sono terra fertile dal punto di vista creativo. Attraverso le sue collezioni ha unito società, mondi, etnie, culture e generi mescolando ogni caratteristica dando vita a qualcosa di nuovo e affascinante.

Metropolis, l’ultima parte, parla del legame di Gaultier con i film e gli spettacoli di varietà. La moda è sempre stata legata al concetto di spettacolo e le sue sfilate erano concepite come happenings in cui musica, scenografia e decorazioni diventano fondamentali.

Un racconto articolato per raccontare una carriera piena e fondamentale per la storia della moda e non solo, perchè all’interno dell’esposizione sono contenute opere fotografiche di Cindy Sherman, Pierre & Gilles, David LaChapelle, Mario Testino, Steven Klein, Ellen Von Unwerth e Andy Warhol, solo per citarne alcuni.

Fortunatamente questa mostra è stata pensata in modo intinerante con tappe già prestabilite che inizieranno dal Canada per passare agli Stati Uniti e terminare in Europa.

Dopo Montreal si passerà a Dallas, dal 13 novembre al 12 febbraio 2012, poi a San Francisco dal 24 marzo al 12 agosto. In Europa arriverà il 26 settembre a Madrid, fino al 18 novembre per passare infine a Rotterdam dal 9 febbraio al 12 maggio 2013.

Organizzatevi, vale la pena!