ITS Up to you!

Si è da poco concluso, con la proclamazione del vincitore e le menzioni speciali dei premi collaterali, ITS#10, concorso di moda/fotografia/arti visive di fama internazionale, ospitato in “casa nostra”, e più precisamente a Trieste.

Giunto ormai, come si può intuire dal numero progressivo contenuto nel nome, alla decima edizione, conta la partecipazione nella giuria di affermati artisti, imprenditori, stilisti, nonché il patrocinio della Diesel, attenta e generosa scopritrice di nuovi talenti.

Quest’anno, nella categoria Fashion, si sono visti riconoscere l’ambito primo premio e l’altrettanto prezioso Diesel Award due astri nascenti nel panorama del menswear, l’uno nostro connazionale e l’altro israeliano.

Ad illuminare il sentiero italiano è stato Kristian Guerra, studente dell’Università di Venezia e creatore della collezione  A.m.e.n.  Fermarsi ad immaginare un lavoro strettamente legato a questo nome e a qualcosa di mistico o religioso sarebbe estremamente limitativo e probabilmente ingiusto nei confronti di un talento dello streetwear davvero notevole. Al contrario, ci troviamo di fronte ad uno sperimentatore delle forme, delle proporzioni e dei materiali, perché i capi sono fatti soprattutto di nylon e tessuti tecnici. La lente è puntata sull’outdoor e in particolare sullo style più morbido e invernale che c’è: il piumino. Kristian gioca con questa giacca reinterpretandola e trasformandola a volte in un bozzolo, a volte in un cuscino. I modelli sono così incappucciati che sembrano soffocare, eppure è evidente la lotta interna per emergere da quegli involucri. Le silhouettes, già stretchate, sono allungate ancora di più dalle sneakers con zeppe esagerate, mentre le geometrie e le angolazioni della parte superiore sono equilibrate da semplici bermuda in nylon che lasciano le gambe scoperte.

Niran Avisar, studente israeliano dello Shenkar College of Engineering and Design, è invece il vincitore del riconoscimento offerto da Renzo Rosso, patron della Diesel, che ha premiato Niran e, oltre al contributo economico, ha offerto al giovane stilista anche un internship presso l’headquarter di Bassano del Grappa.

Non si poteva certo desiderare migliore inizio per un designer che ha fatto del denim e del suo meltin’ pot con la pelle di cervo, la maglieria e la lana cotta il fulcro della sua collezione. Egon Schiele il suo punto di partenza, per una volta non rapportato alla fragilità di una figura femminile, ma a quella di una mascolinità dandiana di inizio ‘900. Colori scuri, metallici, antracite e nero, caratterizzano l’intera collezione.

Il motore del menswear internazionale è su di giri, diamogli gas. Anzi, diesel.