3perTe volume 6 – Agosto

A noi di Enquire piacciono le sfide, così, anche per il mese di agosto, abbiamo deciso di proporvi un po’ di musica alternativa riferendoci a due temi a noi cari: il design e l’amore. In questo caso ci occupiamo di tre pezzi che già stanno segnando la nostra estate, soprattutto – come dicevamo – per il “disegno” che li riguarda. Dall’Islanda (con Björk), al Regno Unito (patria dell’ex Oasis, Noel Gallagher) sino agli Stati Uniti (Ok Go), abbiamo fatto un viaggio nell’architettura musicale mondiale.

Il primo pezzo segna il ritorno dell’islandese Björk, la quale – anche stavolta – non rinuncia a fare di una singola canzone un esempio vincente di concept art. Crystalline – singolo che anticipa l’uscita del nuovo album, Biophilia – è un esperimento musicale che rimane un neo nell’attuale produzione estemporanea ed artificiosa di canzoni usa e getta, poiché è il risultato di studi in cristallografia e della costruzione – apposita per Björk – di un Gameleste, un ibrido tra due strumenti come il Gamelan e la Celesta.

Crystalline non segna una svolta epocale, se dobbiamo riferirci alla forma canzone tipica del repertorio firmato dall’artista islandese, quanto – come dicevamo – un lavoro di design musicale che rivela il suo amore per la musica, l’amore incondizionato che trascende qualsiasi compenso, di qualsiasi natura: “We mimic the openness/ Of the ones we love/ Daft till our generosity/ Equalizes the flow/ With our hearts/ We kiss our quartz/ To reach love”, in un tripudio di metafore a tema scientifico-minerale.

Di amore incondizionato, o almeno questo parrebbe, dovrebbe parlare anche il secondo pezzo da noi proposto. La prima prova da solista (sebbene in realtà ci siano state altre collaborazioni in solitude) del Gallagher con la testa sulle spalle, eccezionalmente Noel Gallagher’s High Flying Birds con la sua The Death Of You And Me, nella quale si disquisisce sulla fine di una relazione di amicizia (quella con Liam, suo fratello?) e dovuta in parte alle persone che su questa turbolenta relazione fanno illazioni (i giornalisti?).

Testo e supposizioni premettendo, Noel sembra – almeno per ora – aver superato se stesso, rimanendo fedele alle sue doti compositive che lo hanno sempre contraddistinto all’interno degli Oasis come l’artigiano romantico del gruppo, lasciando quindi a Liam – l’eterno ribelle – il tempo per sputare sentenze sul prossimo, e tutto mentre il disco dei Beady Eye (nuova formazione del Caino di Manchester) continua a deludere le aspettative, recensioni e dati di vendita alla mano.

Per la terza proposta, abbandoniamo lo stile rustico di Noel per un gruppo che lascia tutti sempre molto sorpresi, soprattutto per le innovazioni visive alle quali ci hanno abituati: gli Ok Go. Con All Is Not Lost anche il trio statunitense indaga quelle vicissitudini amorose che – spesse volte – determinano la fine di una storia, benché il testo pregno di metafore rese con fenomeni naturali, sia tanto un inno alla forza dell’amore quanto una presa di coscienza rispetto alle tematiche ambientali post-Al Gore, tanto care “in the USA”.

Il video, punto d’attrazione (come al solito) vede la partecipazione della compagnia di danza Pilobolus, i cui ballerini, attraverso le proprie evoluzioni, disegnano con geometrica perfezione linee e forme più definite; una sorta di feng shui corporeo dove la posizione di ogni singolo muscolo è vista in funzione di un messaggio mai casuale. Il  video per All Is Not Lost, vede i Pilobolus collocare il proprio eclettismo accanto alle musiche degli Ok Go, dando forma così ad un connubio musica/visivo senza precedenti. Da ascoltare, e da vedere!