Torino ha un volto nuovo. Anzi, 24

Una città ha modi diversi per esprimersi. Torino ad esempio, è stata per tanti decenni prigioniera di un’anima grigia, semi nascosta dai fumi delle ciminiere della FIAT in piena attività. Quando il fumo grigio si è dissolto invece, Torino si è colorata di rosso ed è diventata la capitale dei movimenti operai. Nel nuovo millennio la fiamma dei Giochi Olimpici del 2006 è stata la rappresentazione di una città in fermento. Si è colorata tante volte la nostra città, cambiando volto ed esprimendo se stessa in tanti modi diversi.

Capitale d’Italia prima e città industriale poi, fulcro del boom economico e centro di lotta operaia,  esclusa da turismo di massa e poi regno dell’arte contemporanea italiana.
Torino però ha sempre fatto un grande errore. Pur cambiando il suo volto, invecchiando e migliorandosi, ha sempre mostrato lo stesso lato di sé. Il capoluogo piemontese, nell’immaginario comune, è Piazza Castello e le sue fontane, la Cupola della Sindone e le chiese gemelle di Piazza San Carlo, la modaiola Via Roma e la misteriosa Via Barbaroux.

L’elegante abito Barocco fascia e nasconde il corpo di Torino ormai da troppo tempo.

Ecco perché, da un’idea di Silvia Viglietti e Manuele Marafioti, è nata un’altra Torino.

L’AltraTorino, progetto della casa editrice Espress, mostra l’altra faccia della città. Anzi, gli altri 24. Torino è strafottente come Barriera di Milano, elegante come Cit Turin, popolare come Mirafiori Nord, trasformista come San Salvario, innovativa come Nizza Millefonti.

Torino è una città con 24 cuori diversi, 24 anime, 24 tesori nascosti che stanno per essere scoperto, o forse solo riscoperti, da tutti noi grazie ad una nuova ed innovativa Guida turistica.