La linguistica di Christopher Michlig

Ogni giorno, in qualsiasi luogo ci troviamo, oltre alle miriadi di architetture che silenziose e ovattate ci osservano senza respirare, siamo noi i veri protagonisti dello spazio urbano, verde o grigio che sia, ma sempre e mai abbandonato dall’infinito mondo della comunicazione.

Da Los Angeles Christopher Michlig sbarca a Milano presso la galleria 1000eventi fino al 22 luglio con la sua personale Punctuality, un’indagine attenta e dettagliata su come la comunicazione assorbe tutto lo spazio urbano, come se diventasse una sorte di terrorismo linguistico alla Carl Andre immerso nel suo minimalismo. All’interno della mostra potete capire attentamente il percorso che ha intrapreso Michling, un’analisi lunga e diretta che porta a scomporre le parole, recuperando simboli e significati, trasformando gli interrogativi in una nuova architettura che sfuma nei colori fluorescenti del rosa del giallo e del verde pop per poi tornare di nuovo al classico bianco e nero.

Come se fosse una guerra di segni liberi e parole scomposte e rimescolati tra istallazioni, serigrafie e progetti scultorei a tiratura unica. Se mettiamo a confronti i nuovi lavori dell’artista con i passati possiamo immediatamente paragonarlo al pittore statunitense Twombly, l’atto di decomporre le parole per poi riproporle in schizzi che prendono quasi vita e poi di nuovo reinterpretarli attraverso una nuova chiave artistica. Questa tecnica del non-linguaggio molto diffusa nel sud della California sia per pubblicizzare locali sia per le affissioni pubblicitarie low-cost è molto cara all’artista ma anche al suo pubblico sempre pronto a nuove interpretazioni

Maggiori info www.christophermichlig.com