Vincent Me è un vero bastardo

Vincent Me è un vero bastardo: uno che non ha lavorato in vita sua e si mantiene con i soldi che chiede alle donne con cui fa sesso. Poi, quando queste, esasperate, gli dicono di non farsi vedere mai più, se ne va, alla ricerca di un’altra ragazza da spennare. La sua unica preoccupazione è scivolare attraverso la vita senza il minimo sforzo, sballarsi, bere e fare sesso. L’unica persona che abbia mai amato – sua sorella – è morta tanto tempo fa, quando lui abitava ancora in Inghilterra (e non a New York) e aveva una famiglia.
La sua vita, però, adesso sta per cambiare.

Vincent viene infatti rapito da una setta di fanatici della religione dell’antico egitto che, nel tentativo di fargli avere un’esperienza pre-morte, lo uccidono e nascondono il corpo, non senza prima averlo mummificato.
La storia, ovviamente, non finisce così. Vincent, infatti, si ritrova catapultato nell’antico Egitto, in un corpo e in una vita che non sono suoi. Sono i “tempi di Seth”, tempi violenti e pericolosi, dove si venera il dio egizio delle tempeste, del deserto e del caos, colui che ha ucciso Osiride. E Vincent, gli dèi, finirà davvero per incontrarli di persona.

La storia che si sviluppa è sospesa fra l’horror e il thriller a sfondo politico, con elementi sovrannaturali – come si addice ad una storia sulla mitologia e gli dèi – e un po’ di fantascienza. Perché, anche se l’ambientazione è quella dell’antico Egitto, niente è davvero come sembra.

Egitto di Peter Milligan è una reinterpretazione contemporanea dei miti egizi, divertente ed intelligente, che affronta anche temi complicati come la lotta di classe e l’incesto. I disegni di Glyn Dillon e di Roberto Corona, poi, hanno un tratto pulito e chiaro, come chiari e puliti sono i colori di Tatjana Wood, e rendono ancora più piacevole la lettura.

(Egitto è pubblicato in Italia da Planeta DeAgostini, 184 pagine, 18,95 €)