Jesse Perret, l’etereo

Il lavoro di Jesse Perret è composto da installazioni visive, foto (frame) e installazioni (sculture), ogni elemento è legato strettamente all’altro: senza uno, l’altro non potrebbe esistere.
Uno degli elementi fondamentali del suo lavoro è l’utilizzo di una videocamera digitale, utilizzata solo ed esclusivamente di notte e per la maggior parte dei casi in modalità infrarossi. Il perchè, è la ricerca di immagini oniriche e ipnagogiche portate alla luce solo da una radiazione elettromagnetica con una lunghezza d’onda maggiore della luce visibile, ma minore delle onde radio.

Sensazioni eluse dal nostro subconscio che tornano chiare, all’occhio umano tramite procedimenti creati dallo stesso.
Immagini presso che eteree vengono affiancate da tracce audio create con campioni registrati per lo più in qualità analogica in condizioni differenti tra  loro ma sempre di notte, per poi essere sovrapposte e/o ripetute, seguendo un ordine ben preciso inerente o totalmente discostatante dal video.
A volte video apparentemente senza audio, hanno di sottofondo un lieve fruscio che proviene dalla campionatura del silenzio di diversi luoghi, scelti appositamente per essi.
Nulla è lasciato al caso, neanche le foto (frame) che sono il frutto di un accurata selezione di frame di video creati apposta solo per quell’ istante in cui avverà lo still di quel preciso video ed estrapolato poi per crearne una foto, infatti non di tutti i “frame” poi esiste un reale video.

Cosa ti motiva e ti spinge a creare nuove opere?
Credo che la suprema illusione dell’uomo sia quella di credere di poter “fare” o comunque avvalersi di determinati meriti a riguardo, nessuno crea, tutto “accade”. Piuttosto direi che provo a rendere più o meno tangibili determinati concetti e sensazioni che non riesco a razionalizzare dentro me stesso, di conseguenza credo che materializzandoli mi diano un iperconsapevolezza che possa aiutare a distaccarmi da essi, o dare una risposta a certi pensieri e domande che maturando in maniera malsana, finirebbero per marcire.
Sei passato dalla fotografia dalla fotografia più classica all’utilizzo del video e dei frame, per arrivare alle installazioni, parlaci di questo percorso.
Io non ho scelto nulla, tutto mi è arrivato, sono semplicemente dei mezzi che ho iniziato ad utilizzare per dare un giusto “vestito” ad ogni mio lavoro, un mio video non potrebbe mai essere una scultura e viceversa.

Dove trovi ispirazione e quale messaggio vuoi comunicare con quello che fai?
È un flusso continuo, ed essendo sommerso da imput interni ed esterni, non saprei dirti con precisione cosa mi ispira , infatti  ogni volta è qualcosa di differente e quindi credo  sia difficile che i miei lavori abbiano un messaggio univoco,  forse l’unico filo conduttore  è questo immaginario evocato da allucinazioni ipnagociche, che essendo sensazioni per lo più eluse dal nostro subconscio, vorrei far si che tornino chiare all’occhio umano tramite procedimenti creati dallo stesso.

Che rapporto esiste fra la musica e i tuoi lavori?
Direi strettissimo ma anche nullo , i miei lavori vengono quasi sempre affiancati da tracce audio create con campioni registrati per lo più in qualità analogica in condizioni differenti tra  loro ma sempre di notte,  per poi essere sovrapposte e/o ripetute, seguendo un ordine ben preciso inerente o totalmente discostatante, o a volte video apparentemente senz’audio, hanno di sottofondo un lieve fruscio che proviene dalla campionatura del “silenzio” di diversi luoghi, scelti appositamente per essi.
io considero tutto ciò musica, ma dipende dal proprio “filtro” personale,  potrebbero anche benissimo essere percepiti come semplici frequenze o “rumori” invadenti.
Quali fotografi/artisti ti influenzano?
Ci sono delle persone che stimo in ambito artistico, ma che mi influenza direttamente direi nessuno.

Stai lavorando a qualche progetto in particolare al momento?
Si, è un progetto che si svolgerà in tre parti del mondo, ma in genere argomento i miei lavori una volta terminati, ora essendo appena partito mi sembrerebbe troppo prematuro farne un quadro generale, date le incognite del caso.