Does It Offend You, Yeah? No!

Quando un concerto costa solo cinque euro, forse si pensa che il gruppo sia uno di quelli emergenti, squattrinati e con un basso profilo, che proprio non vale la pena di andare a vedere.

Il live dei Does It Offend You, Yeah? al Magnolia di Milano, invece, si è rivelato un investimento tanto economico quanto proficuo, perché, a dispetto di quello che si può ascoltare sul web e che può sembrare ai più musicalmente mediocre, dal vivo la performance della band garantisce una buona dose di dance-electro-indie rock, accompagnata da scariche di adrenalina e divertimento.

Dopo l’abbandono di Morgan Quaintance, e l’acquisto di due nuovi membri, Matty Derham alla chitarra e Chloe Duveaux al basso, il quintetto di Reading pare aver trovato il suo assetto definitivo ed ideale. Da bravi inglesi quali sono, hanno tenuto il palco e scaldato il pubblico a suon di “fucking” e birrette, facendo ballare- e pogare- fan e non attraverso un excursus del loro ultimo album Don’t Say We Didn’t Warn You, e pezzi più famosi e collaudati, riarrangiati magari per l’occasione (carina la versione pseudo romantica di Dawn of the Dead).

A farla da padrone, il synth, le tastiere e la batteria, soprattutto in pezzi come The Monkeys are Coming, Wrestler, We Are Dead, We Are Rockstars.

A fine concerto, fra una scaletta del concerto lanciata dal palco, un paio di autografi e un plettro regalato, ci si imbatteva in James (Rushent, n.d.r.) e Matty al bar o subito davanti le transenne, dove tutti continuavano a ballare sotto la pioggia, con il djset di Dj Tilt.

Una serata degna del superlativo, e l’unica nota di demerito va al servizio d’ordine, che ha impedito qualsiasi tentativo di crowd surfin’ (siamo sempre in Italia, ricordiamocelo).
Foto di Carlo De Filippo per shiverwebzine.com