Continuum: tra moda e sperimentale

Prendete il computer. Apritelo e assicuratevi che la connessione sia attiva. Andate sul sito www.continuumfashion.com. Seguite alcune semplici istruzioni e giocherellate un po’ con l’applicazione online. Inserite successivamente le vostre misure e acquistate il risultato. Ecco che avete un abito nuovo e personalizzato che arriverà a casa vostra in breve tempo. Non serve saper disegnare, basta farsi ispirare dai modelli presenti in galleria. Il risultato sarà una rivisitazione super-tecnologica di un classico: il tubino nero. Si chiama computational couture ed è uno dei progetti più interessanti messo a punto dal marchio americano Continuum Fashion. Fondato nell’autunno del 2010 è il risultato di un’unione ormai non più troppo strana tra Moda e Tecnologia Informatica.

Le fondatrici sono Jenna Fizel, specializzata in progettazione e programmazione di ambienti interattivi con una specializzazione in architettura, e Mary Huang, specializzata in media art e in interaction design. Due smanettone, se così vogliamo chiamarle, due che con l’abbigliamento – nel senso tecnico del temine – non hanno proprio nulla a che fare. Hanno dato vita a Continuum con lo scopo di portare una prospettiva nuova all’interno del campo della moda cercando di applicare i principi del software alla produzione e progettazione di abbigliamento.

I capi, realizzabili al momento, fanno parte della collezione “D”, “l’applicazione D.dress permette di disegnare un vestito, trasformarlo in un modello 3D ed esportarlo in un modello tagliabile per realizzare un vero abito sulle vostre misure – spiegano le designer all’interno del loro sito – Un tagliatore laser o un plotter ritaglia il modello dal tessuto che viene poi cucito. Tutti i progetti sono unificati dal tema del tubino nero e dalla triangolazione utilizzata nel software. Questo permette a chiunque di progettare il suo abito personale” . I software realizzati per la moda non sono una novità ma quello realizzato dalle due designer americane, non vuole simulare digitalmente come apparirà l’abito, ma mostrare il capo nel modo più digitale possibile. Sfruttando una base triangolare a bassa risoluzione l’abito realizzato online, tramite l’applicazione, sembrerà astratto permettendo un’immaginazione del risultato finale, da parte dell’utente, molto più sicura. L’applicazione è progettata in modo che i disegni producano delle forme interessanti permettendo così a chiunque di creare un abito dall’aspetto “avant-garde” in meno di un minuto. Oltre al little black dress, basato sullo sviluppo interattivo da parte dell’utente, il duo di Continuum Fashion realizza anche un bikini, chiamato N12, composto da Nylon 12, un materiale plastico flessibile, indossabile e abbastanza resistente da permette la stampa in tre dimensioni. Viene realizzato un modello anatomico, basato sulle taglie standard dell’intimo, attraverso un programma di grafica tridimensionale e successivamente il nylon viene stampato e tagliato laser.

Il risultato è il primo capo completamente stampato in 3D, nato dalla voglia di innovare tecnologicamente il mondo dell’abbigliamento spingendosi oltre le barriere dell’attuale processo produttivo.