Il mondo meschino di Filippo Cattaneo

Filippo Cattaneo nasce nel 1988, pochi giorni lo separano dal raggiungimento della laurea in graphic design & art direction.

Hai un background da writer, come si evoluto il tuo lavoro durante gli anni?
Chiaramente i graffiti hanno avuto una forte influenza nei miei lavori, ciò che viene ideato per i muri o per i treni non potrà mai essere uguale a un lavoro ideato per il privato. L’idea alla base è differente, c’è però un forte legame tra loro nello stile grafico.
Dove trovi ispirazione?
Mi piacerebbe ispirarmi al mondo del macro, ai grandi artisti come Walter de Maria, Christo, Morris, Richard Long e ai graffitari italiani come Blu ed Erica il cane. Creare oggetti di dimensioni titaniche inserite in un contesto diverso dove la ‘’tela’’ si trasforma in ‘’land’’ nel paesaggio circostante è una cosa che mi affascina particolarmente. Trovo ispirazione nel mondo, nelle pubblicità, nella grafica tradizionale, nella motion graphic, ma anche nei piccoli dettagli come il colore di un palazzo che noto solo con la coda dell’occhio o la massa di persone accalcate nella metropolitana. Ogni cosa è ispirazione.

I tuoi lavori, collettivamente, hanno un particolare significato. Qual è il messaggio che portano con sé?
I miei lavori rappresentano un mondo meschino dove l’uomo è demone di se stesso e padrone di se stesso, senza un Dio e senza un’anima.
In che modo la politica ha influenzato le tue opere?
I miei disegni non sono un manifesto politico. A volte mi approprio di volti di politici italiani per esprimere dei concetti che non hanno nulla a che fare con la politica.

Credi che ognuno di noi dovrebbe votare?
Ognuno di noi ha il diritto di votare, sta alla persona decidere se quel giorno avrà voglia di entrare nel seggio e mettere la “x” su colui che solitamente è il meno peggio. Vuoi sapere cosa voterò al referendum del 12 e 13 giugno? Dopo questi anni le cose non solo andate come tutti speravano: in Giappone a Fukushima il disastro nucleare, in Argentina la privatizzazione dell’acqua, sono tutti insegnamenti che fanno pensare, soprattutto se si tratta di un paese come l’Italia, penisola dell’opportunismo e della corruzione.
Riconosci nella pubblicità una fonte di ispirazione per i tuoi lavori?
Chiaramente da grafico pubblicitario la pubblicità oltre ad influenzare il mio lavoro ha influenzato prima di tutto me stesso.

I peggiori 50 euro della tua vita?
Potrei fare un elenco di migliaia dei miei peggiori 50 euro, ma preferisco sorvolare l’argomento.
A cosa stai lavorando al momento?
Lavoro sul quotidiano e sulla casualità, sulla ripetizione, sulla routine di un ‘’colletto bianco’’ e sulle false speranze nel raggiungere gli obiettivi che ci prefissiamo.